Spazio: individuato il Fast Radio Burst più luminoso mai osservato fino a oggi

È uno dei grandi capitoli irrisolti dell’astronomia, su cui gli scienziati si interrogano da diverso tempo. L’origine di questo fenomeno è sconosciuto, la sua durata è di appena qualche millisecondo ma il suo impatto sull’Universo è probabilmente molto rilevante.

Si tratta – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – dei Fast Radio Burst (FRB), “lampi radio veloci” che gli astrofisici associano a catastrofi cosmiche, come l’esplosione di supernove. Ma la nascita di questi segnali luminosi continua a essere argomento di dibattito.

Pochi giorni fa un team di astronomi della Penn State University ha mostrato un inedito legame tra FRB e raggi gamma, in quello che è stato chiamato un vero e proprio ‘pugno’ di energia cosmica. Ora un nuovo studio pubblicato su Science si spinge ancora oltre, dimostrando che queste brillanti esplosioni del cielo possono rivelare niente meno che vi è una relazione con il campo magnetico dell’Universo.

Coordinato dal California Institute of Technology, il gruppo di ricerca è riuscito a individuare il Fast Radio Burst più luminoso mai osservato fino a oggi, identificando con grande precisione l’evento nello spazio.

“Siamo stati in grado di utilizzare l’esplosione per cercare i campi magnetici presenti tra le galassie, ovvero in quella zona che chiamiamo ‘medio intergalattico’ o ‘rete cosmica’. Questa zona è difficile da studiare perché è estremamente diffusa, ma è molto importante perché contiene la maggior parte dei barioni (la materia normale) e gioca un ruolo cruciale nella formazione ed evoluzione delle galassie” spiega ad ASI.it Ryan Shannon, ricercatore della Curtin University e di CSIRO, Australia, e co-leader dell’analisi che ha permesso di individuare il luminoso Fast Radio Burst.

Comprendere come funziona il magnetismo di questo medio intergalattico può quindi aiutarci a capire come sono nati i primi campi magnetici dell’Universo.

“I campi magnetici – continua Shannon – possono essere ‘primordiali’, ovvero nati nel giovane Universo, oppure possono aver avuto origine all’interno delle galassie. Noi abbiamo scoperto che il magnetismo nel medio intergalattico è molto più debole di quello che troviamo nelle galassie”.

Ma qual è esattamente il legame tra questo antico magnetismo e i misteriosi Fast Radio Burst?

La risposta arriva proprio dal luminosissimo lampo individuato da Shannon e colleghi, che è stato identificato in una regione molto precisa del cielo. Questa zona copre 6 galassie distanti, più qualche stella appartenente alla nostra Via Lattea.

Il Fast Radio Burst in questione ha probabilmente avuto origine nel cuore di VHS7, una delle galassie più lontane: mappare questa distanza ha permesso agli astronomi di comprendere l’entità di questo lampo, che è stato infatti catalogato come il più energetico mai misurato.

Analizzando come sono cambiate le lunghezze d’onda e la polarizzazione delle onde radio durante l’esplosione, i ricercatori sono riusciti a misurare il campo magnetico tra la Terra e la galassia che ha fatto da ‘culla’ all’esplosione. Questo risultato potrebbe aiutare a perfezionare i modelli della struttura su ampia scala dell’Universo.

“I Fast Radio Burst – conclude Shannon – sono al momento uno dei più grandi enigmi dell’astronomia, e il contesto scientifico in cui si inserisce questo mistero cambia molto rapidamente: questo lo rende un settore davvero affascinante.”