Non c’è nessuna relazione tra i terremoti avvenuti stamattina presto in Toscana, nella zona di Arezzo, e la sequenza in atto nell’area compresa fra alto Lazio, Umbria e Marche: lo ha detto il sismologo Salvatore Mazza, dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). I terremoti registrati in Toscana sono stati avvertiti tra le 5,21 e le 5,27 nella zona di Arezzo e sono avvenuti a profondità comprese tra 5 e 9km. Il più forte è stato di magnitudo 2.8 ad appena 5km di profondità, gli altri due di magnitudo 2.7 e di magnitudo 2.7. Scosse lievi, ma avvertite dalla popolazione perchè superficiali e vicine al centro abitato di Arezzo. “Non c’è nessun nesso di causalità fra le scosse di Arezzo e quello che accade in Italia centrale: sono terremoti provocati da sistemi di faglie distanti e diversi, tra i quali non c’è nessuna connessione diretta“. E’ come vedere due barche a vela in navigazione: “si può pensare che l’una tiri l’altra, ma in realtà ognuna di esse è spinta dal vento“.
In Toscana la terra continua a tremare anche più a nord, nella zona di Castelfiorentino, dove la scorsa settimana avevamo avuto un sisma di magnitudo 3.9: adesso sono scosse lievi, ma tutte molto superficiali quindi avvertite dalla popolazione. L’ultima alle 00:08 della notte, di magnitudo 2.0 a 9km di profondità.
