Dai veterinari Sivemp un appello “perché si prenda coscienza di quanto sia importante assicurare anche una protezione degli animali che sono rimasti isolati, che non possono essere nutriti o che non possono essere accuditi e munti” a causa del terremoto. A lanciarlo è Aldo Grasselli, confermato segretario nazionale Sivemp (Sindacato dei veterinari pubblici) al recente Congresso nazionale svoltosi a Bergamo. Durante il Congresso sono state raccolte informazioni e testimonianze dei veterinari umbri, marchigiani, abruzzesi e laziali sullo stato delle attività zootecniche e sul benessere degli animali allevati nelle zone terremotate. Preso atto del ripetersi di scosse che continuano a colpire il Centro Italia, Grasselli lancia dunque l’appello dei veterinari. Nelle comunità rurali la permanenza sul territorio dipende certamente dalla realizzazione di abitazioni solide e antisismiche, ma ha anche uno stretto rapporto con le coltivazioni dei campi, con le stalle e con l’allevamento familiare che deve avere sbocchi commerciali agibili. “Se non si potrà dare un aiuto concreto a contadini e allevatori mediante il ripristino dei collegamenti stradali e le condizioni essenziali per un presidio del territorio – spiega la Sivemp – rischiamo di vedere desertificate le campagne e chiudere irrimediabilmente le stalle“. I veterinari delle zone colpite sono seriamente preoccupati del destino di molti animali allevati, che non potendo essere accuditi dovranno andare al macello, e del futuro di tutta la fragile economia agricola di paesi isolati che oggi devono essere abbandonate per dare un tetto agli sfollati. “Ci auguriamo che contadini e allevatori possano rimanere o tornare il più resto possibile nei loro territori per tenere viva la loro sapienza, le tradizioni, la biodiversità, la devozione all’ambiente e il paesaggio di zone bellissime“, proseguono i veterinari. “Abbiamo centrato il Congresso sul tema ‘Quale futuro per la sanità pubblica veterinaria?’ – continuano nella nota – e abbiamo focalizzato l’impegno dei veterinari pubblici sulla riduzione degli sprechi alimentari e su nuove iniziative di supporto alle nostre filiere agro zootecnico alimentari, specialmente quelle più marginali“. Davanti a questo scenario, “che per il Centro Italia prelude a un futuro difficile e allarmante, siamo ancora più determinati a dare il nostro contributo perché non venga chiusa una stalla, perché non si chiudano attività alimentari artigianali, perché quei territori riprendano a vivere come prima“, concludono.
Terremoto: un appello per la difesa degli animali isolati e dei territori agricoli

LaPresse/Mario Sabatini