Dopo le devastazioni causate dalla grave siccità e dagli incendi, alimentati dai caldi e secchi di levante che per giorni hanno sospinto verso le coste di Libano, Israele e Palestina l’aria calda ancora presente sopra il deserto Siriaco, finalmente una ondata di maltempo, con piogge, rovesci e temporali, anche di forte intensità, sta per colpire duramente il bacino orientale del mar Mediterraneo e le coste dell’Asia minore. Nei prossimi giorni arriveranno precipitazioni davvero abbondanti, le quali oltre a mettere fine all’emergenza incendi e alla grave siccità potranno causare anche locali allagamenti e piccole inondazioni. In particolare la parte settentrionale di Israele e le coste di Libano e Siria, assieme a quelle settentrionali egiziane, saranno le aree maggiormente coinvolte da questa ondata di maltempo, con apporti pluviometrici che potrebbero raggiungere localmente pure gli 80-100 mm nelle 24 ore.

Questa nuova circolazione depressionaria, ben alimentata lungo il suo bordo occidentale da un flusso di fredde correnti dai quadranti settentrionali che dalla Lapponia si muovono in direzione dell’Europa orientale, sfociando sul mar Egeo tramite una sostenuta ventilazione da N-NO e Nord, produrrà una intensa area d’instabilità “baroclina”, pronta a dare la stura a rovesci e temporali diffusi, con occasionali grandinate, fra le coste turche meridionali e quelle dell’Egitto settentrionale, in successivo spostamento verso la Siria, le coste del Libano, Israele e i territori palestinesi, ove si attende una severa fase perturbata fra oggi, domani e la giornata di venerdì. La notevole instabilità sarà accresciuta dai notevoli contrasti termici che si verranno a determinare fra l’aria piuttosto fredda continentalizzata, in discesa dalla Lapponia e dai Paesi Baltici, con le più tiepide e umide masse d’aria che scorrono sul basso Mediterraneo, sotto forma di una ventilazione occidentale che dal mar a sud di Creta spirerà in direzione del mar di Levante, sino alle coste di Israele, Libano e Siria.
Difatti, i rilievi presenti nel vicino retroterra, come quelli del Gebel Aansaryè nel sud della Siria o i monti libanesi, che superano i 3000 metri con l’Oornet es Saouda, costringeranno a sollevare verso l’alto l’umida ventilazione sud-occidentale proveniente dal mar di Levante, favorendo la rapida condensazione del vapore acqueo contenuto in seno alle masse d’aria con la successiva formazione di imponenti annuvolamenti cumuliformi che daranno vita a piogge, rovesci e temporali fra Palestina, Israele, le coste del Libano e della Siria, come sul vicino confine turco meridionale, da Samandagi fino al Golfo di Iskenderun. Queste aree, fra oggi e domani, saranno colpite da fenomeni anche intensi. Ma rovesci e temporali, a carattere sparso, sotto la spinta delle forti correnti occidentali in quota che solcheranno il ramo più meridionale della saccatura, investiranno anche le coste della Cirenaica e quelle egiziane, inclusa la parte più settentrionale della penisola del Sinai, con sconfinamenti fino al sud di Israele e sui territori della Palestina.
Purtroppo le precipitazioni non raggiungeranno le aree desertiche dell’entroterra egiziano. Alcune località, come la cittadina di Farafra, vicino il deserto bianco egiziano, non ricevono precipitazioni degne di nota da anni oramai. Non è un caso se questa è stata una delle aree meno piovose del mondo in questi ultimi anni. Nella giornata di mercoledì la circolazione depressionaria, pur indebolendosi, si allontanerà verso l’entroterra turco sud-orientale, causando delle nevicate sparse fino a bassa quota su buona parte dell’altopiano Anatolico. Al contempo, il sistema frontale annesso, si muoverà in un letto di correnti occidentali verso il deserto Siriaco penetrando fin sull’Iraq. Qui produrrà delle piogge e dei rovesci, localmente anche intensi, che bagneranno l’Iraq centro-settentrionale e il versante occidentali dei monti Zagros, nell’Iran occidentale.