“Veronesi è stato tante cose. Un grande uomo, innanzitutto, uno scienziato straordinario e uno straordinario ministro della Sanità. Io l’ho conosciuto, è una persona con cui mi sono molto confrontata, una persona di una grandissima umanità e venire qui per me era naturale per rendere omaggio come ministro della Salute a un grande scienziato, per tutte le cose che lui ha cominciato e che dobbiamo portare avanti”. Così il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha raggiunto Milano per un ultimo saluto all’oncologo Umberto Veronesi. Il ministro si è fermata per diversi minuti nella camera ardente allestita a Palazzo Marino, sede del Comune, ha parlato e stretto la mano alla moglie dell’oncologo, Sultana Razon, e ai figli Alberto e Giulia. “Penso – ha detto all’uscita – alla grande battaglia per la prevenzione e per la ricerca scientifica, al pensiero che lui ha sempre avuto per le donne, per l’umanizzazione delle cure, per sconfiggere il cancro. Queste cose fanno parte della mia quotidianità come ministro, ma devono essere nella quotidianità di tutti gli italiani e le italiane. Per questo e per tanti altri motivi, anche per dare un abbraccio a una straordinaria famiglia, sono venuta qui”. “Veronesi – ha concluso Lorenzin – ha avuto le sue idee e le ha sempre tutte portate avanti con la fierezza che lo ha contraddistinto. Poi su alcune cose ci si poteva trovare d’accordo o meno, ma sicuramente c’è sempre stata una massima sintonia sul primato della scienza, del metodo scientifico e sulla necessità di dare speranza e umanità alla professione medica e alle cure e ai pazienti. Questo è un suo lascito incredibile”. Poi è sempre stato “un grande lottatore – ha concluso il ministro – In questi ultimi tempi si è battuto per gli stili di vita corretti, per la lotta al fumo, per una corretta e sana alimentazione, per educare i giovani al rispetto del proprio corpo”.
Veronesi, Lorenzin: le sue battaglie diventino la quotidianità per tutti

LaPresse/Daniele Badolato