Si ritiene che l’anno di nascita di Gesù Cristo non sia stato correttamente calcolato. Si parla di un errore fatto dal monaco Dionigi il piccolo, come era solito farsi chiamare per la sua umiltà.
Di lui si sa che veniva dalla Scizia, una regione che i romani chiamavano Scytia Minor, o Dobrugia, tra il Danubio e il Mar Nero e che possiamo identificare nell’attuale Romania meridionale, parlava in modo perfetto sia il greco che il latino, descritto da Cassiodoro come un intellettuale impegnato, attento ai problemi del tempo.Proprio a Dionigi il piccolo, Bonifacio, capo dei notai pontifici (primicerio), chiese di studiare con attenzione l’annoso problema della data della Pasqua, il cui calcolo divideva, fin dal terzo secolo, la Chiesa di Roma da quella di Bisanzio. Tanti problemi e discussioni dipendevano dal fatto che la Pasqua è legata all’anno lunare, più breve di 11 giorni e circa 6 ore rispetto all’anno solare. Di conseguenza, i giorni che mancavano al ciclo della luna dovevano essere raccolti in un mese supplementare secondo periodi comunque difficili da definire.

Si accorse che nel calendario giuliano, che vigeva all’epoca, le date della Pasqua si ripetono ciclicamente ogni 532 anni, e compilò una tabella che conteneva l’elenco delle date lungo tutta la durata del ciclo storico.Ma quando iniziò a compilare la sua tabella con le date della Pasqua, Dionigi scelse di numerare gli anni secondo un criterio nuovo.All’epoca si usava contare gli anni a partire dalla fondazione di Roma oppure dal 284, inizio del regno dell’imperatore Diocleziano.
