Alternanza produttiva, problemi climatici e attacchi di patogeni sono alla base dell’importante calo produttivo che ha investito la Calabria nella campagna di raccolta 2016/2017. Difficile separare gli effetti dell’una o dell’altra causa. Già l’allegagione, il passaggio da fiore a frutto, era stata scarsa nelle aree interne e collinari. Nel Reggino la stagione era iniziata con aspettative migliori. Dopo una buona allegagione, però, l’elevata umidità, i forti venti di scirocco, gli attacchi parassitari hanno determinato una intensa cascola; inoltre un pessimo andamento climatico e attacchi parassitari nel mese di settembre hanno ulteriormente compromesso la produzione che in alcuni punti sembra essere appena il 20%-30% di quella dello scorso anno. Dalle oltre 66 mila tonnellate prodotte nella scorsa campagna a poco piu’ di 31 mila tonnellate dell’annata in corso.
I dati sono stati diramati da Unaprol – Consorzio Olivicolo Italiano – durante il corso di formazione continua dei giornalisti su “Sicurezza alimentare, quadro legislativo e corretta informazione” presso l’auditorium Nicola Calipari a Reggio Calabria. Il corso, proposto da Unaprol – consorzio olivicolo italiano, e validato dal comitato tecnico scientifico del consiglio dell’ordine nazionale dei giornalisti, si e’ svolto con la collaborazione di Coldiretti Calabria, ed il sostegno dell’ordine dei giornalisti della Calabria, l’Unaga e l’Arga Calabria, questi ultimi entrambi organi di specializzazione della FNSI per agricoltura, alimentazione e ambiente. Il calo stimato per la Calabria e’ del 53% nella campagna 2016.
