Sono sempre di più i Comuni in Piemonte che regolamentano l’uso di botti a Capodanno. Secondo un’indagine condotta da Legambiente sulle 85 città piemontesi con più di 8 mila abitanti sono 49 i Comuni, tra cui tutti gli 8 capoluoghi, in cui i botti sono vietati quest’anno da specifiche ordinanze o regolamenti. “In questi anni – commenta Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – sono stati fatti importanti passi avanti da parte delle amministrazioni e si è raggiunta anche una buona consapevolezza da parte della cittadinanza sul pericolo che i botti di Capodanno costituiscono non solo per gli animali ma anche per l’incolumità delle persone, per il rischio di incendi boschivi in una stagione particolarmente secca e per l’incremento dei livelli di inquinamento atmosferico e acustico”. “In diversi comuni della regione gli spettacoli pirotecnici sono stati sostituiti da spettacoli piromusicali in cui le luci, anziché i botti, sono accompagnate da musica. Un modo più rispettoso, economico e piacevole in cui festeggiare l’anno nuovo. Speriamo che queste buone pratiche possano diffondersi ulteriormente e che, anche grazie alla sensibilità della popolazione, le ordinanze vengano rispettate”, conclude l’esponente ambientalista.
