Saranno 55.000 i posti in auto offerti in Italia tra il 23 e il 25 dicembre 2016 su BlaBlaCar, la piattaforma per i viaggi in auto condivisi che mette in contatto automobilisti con posti liberi a bordo dei loro veicoli e passeggeri che desiderino condividere con loro il tragitto e le spese di benzina e pedaggio. E, anche in queste partenze di fine anno, i viaggiatori saranno puntuali, simpatici, disponibili e gentili: perché in carpooling si è tutti più buoni, come confermano gli ultimi risultati emersi dalla ricerca Quando la sharing economy fa innovazione sociale. Il caso BlaBlaCar realizzata da Collaboriamo e da TRAILab dell’Università Cattolica del Sacro Cuore sulla community italiana di BlaBlaCar. In particolare, un’analisi sugli elementi linguistici che caratterizzano le comunicazioni all’interno di BlaBlaCar mostra come gli utenti vivono l’esperienza del viaggio condiviso e rappresentano se stessi e i propri pari.
Particolarmente interessante è il caso dei feedback che, dopo ogni viaggio in BlaBlaCar, conducenti e passeggeri sono invitati a scambiarsi. I ricercatori hanno analizzato un corpus di 222.251 commenti in cui si identificano ben 133.124 contesti elementari con una prevalenza di lemmi connotati positivamente. La top 10 delle parole utilizzate è composta da viaggio (100.274 occorrenze), puntuale (97.177), ottimo (76.386), simpatico (73.360), piacevole (58.014), compagnia (54.402), consigliare (52.888), disponibile (37.009) e gentile (28.665). Per trovare un primo lemma a connotazione negativa è necessario scendere al 93° posto, in cui si trova ritardo (1.712 occorrenze) che, nella maggior parte dei casi, viene inserito nell’ambito di un giudizio positivo o in una sottolineatura della disponibilità in caso di mancanze di chi scrive la valutazione (ad esempio: Ottima guida. Persona gentile e disponibile. Ha anche atteso il mio arrivo in ritardo).
L’analisi della descrizione dei viaggi, cioè i testi con cui i conducenti corredano le proprie offerte di passaggio, ha evidenziato le parole scelte più spesso e le loro associazioni. La top 3 è composta da lavoro (23.454 occorrenze), sovente associato alla parola viaggio, sia per indicare le ragioni dello spostamento che come elemento identitario con cui gli utenti si definiscono all’interno della community; viaggiare (15.183), frequentemente abbinato al lemma piacere per esprimere l’importanza del viaggio come momento edonistico e non come semplice atto di mobilità; e compagnia (10.383), in molti casi associata a persone, conoscere e musica, lemmi che rimandano alla dimensione di socialità e relazionalità che è uno dei caratteri distintivi del carpooling, che lo connota rispetto ad altre opzioni di mobilità interurbana.
Il corpus più consistente tra quelli analizzati è stato quello delle biografie (tutte quelle degli utenti italiani che ne abbiano inserita una): oltre un milione di parole. Dall’analisi emergono 5 cluster tematici ricorrenti. Il più comune attiene lo scopo del viaggio (28,5%), che riguarda prevalentemente il lavoro, la famiglia e gli affetti; il cluster richiama la ricchezza della dimensione relazionale caratteristica degli utenti della piattaforma ed emersa anche in altre aree della ricerca. Il secondo riguarda l’esperienza (22,9%) intesa come aspettativa del viaggio: in BlaBlaCar non si cerca un servizio di trasporto ma ci si attende di poter soddisfare anche la propria socialità grazie all’incontro con altre persone. Il terzo cluster è quello della personalità dell’utente (20,9%): in questi profili vengono evidenziate delle caratteristiche comportamentali che i viaggiatori scelgono per descrivere se stessi facendo spesso riferimento alla dimensione semantica dell’affidabilità alla guida, alla serietà e alla puntualità, oltre che alla socievolezza e alla simpatia. Il quarto gruppo è quello relativo alle passioni dell’utente (19,8%), spesso indicate dai profili dei più giovani, come gli studenti universitari che debbano ancora realizzarsi professionalmente, per raccontare se stessi: tra i lemmi più comuni, sport e cinema. L’ultimo cluster riguarda la dimensione motivazionale (7,9%): in questi profili, gli utenti tendono a rappresentarsi come predisposti alla condivisione e al piacere di viaggiare in compagnia, e ricorrono anche parole come convenienza e risparmio, a confermare la complementarietà tra relazionalità e ottimizzazione delle risorse alla base della scelta di utilizzo del carpooling.
La ricerca Quando la sharing economy fa innovazione sociale. Il caso BlaBlaCar intendeva verificare quanto il servizio di carpooling offerto da BlaBlaCar permettesse di aumentare la socialità negli scambi economici raggiungendo obiettivi di innovazione sociale. «Il risultato è affermativo», dichiara Marta Maineri di Collaboriamo, «la dimensione relazionale è il tratto distintivo di BlaBlaCar che, ridefinendo la mobilità in chiave sharing come modello a bassa intermediazione gestito da pari, assolve alla funzione risocializzante che è da sempre una delle promesse della narrazione sull’economia collaborativa». E, come conclude Ivana Pais di TRAILab dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, «gli scambi sulla piattaforma vanno oltre la semplice dimensione dell’interesse personale dei viaggiatori: a partire dalla convergenza delle proprie esigenze utilitaristiche di spostamento interurbano, gli utenti presentano tutti i tratti tipici di una community che condivide una dimensione identitaria collettiva.»
Dalla ricerca emerge anche il ritratto di una comunità giovane (il 30% del campione ha tra i 18 e i 27 anni, il 39% tra i 28 e 37 anni), istruita (42% laurea; 17% master o dottorato) e che ha un alto livello di fiducia nei confronti degli estranei: quasi 3 volte il valore misurato sulla popolazione nazionale se confrontato con i dati ISTAT BES (Benessere Equo-sostenibile). La community si distingue anche perché è significativamente più soddisfatta della media nazionale della propria vita di relazione: l’evidenza emerge sempre da un confronto tra i dati della ricerca e quelli ISTAT BES: i viaggiatori di BlaBlaCar sono soddisfatti delle proprie relazioni amicali al 39% e di quelle famigliari al 49,3% (contro il 23,7% e il 33,8% del dato nazionale). E la dimensione relazionale è proprio un elemento centrale in questa forma di mobilità: più della metà del campione (55,2%) sceglie il carpooling per andare a trovare famigliari, amici e partner.
L’indagine evidenzia anche i forti elementi di consapevolezza e appartenenza che distinguono questa community. Nell’84% dei casi, i viaggiatori dichiarano di sentirsi parte di un gruppo che contribuisce a cambiare il mondo in modo positivo. Inoltre, il 95% del campione condivide le storie e le emozioni vissute in viaggio con i propri contatti; e l’80% le ripercorre durante i successivi viaggi condivisi: per gli utenti della community, il vissuto comune dell’esperienza del servizio diventa il fondamento su cui creare nuove relazioni tra loro.
