Sushi alleato della dieta? Non proprio.. facciamo chiarezza! La dietista e scrittrice inglese Rachel Beller ha redarguito i cultori del pesce crudo ed ha evidenziato come il sushi venga erroneamente propinato quale cibo light per eccellenza.
La Beller sottolinea come tutto dipenda dal condimento scelto. Innanziatuttoocchio alla Tempura: che si tratti di verdure, carne o pesce, sempre di fritto si sta parlando. “Se fatta bene, la pastella non diventa mai troppo morbida e non assorbe molto olio in cottura”, dichiara Andrea Ghiselli, dirigente di ricerca del Crea e presidente della Società italiana di Scienza dell’Alimentazione.

Inoltre il sushi contiene pochi grammi di pesce e di verdure, mentre è ricco di carboidrati e zuccheri a causa della modalità con cui viene preparato il riso. Basti pensare che il 75% di sushi è omposto da riso bollito in acqua ma condito con aceto di riso zuccherato.
Le salse nel sushi sono sempre troppe. L’immancabile salsa di soia, ad esempio, è ricca di sodio: ““E’ praticamente come sale liquido quindi bisogna usarla con moderazione. In 100 grammi ci sono quasi 6 grammi di sodio che equivalgono a 14,3 grammi di sale cioè circa 10 volte la razione giornaliera consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Certo è vero che da soli non usiamo 100 grammi di salsa di soia ma è bene sapere che ogni cucchiaio fornisce circa 10 grammi di sale”, avverte Ghiselli. Attenzione anche alla salsa teriyaki: “E’ molto zuccherina e ricca di sodio perché è composta da una base di salsa di soia ma c’è anche zucchero e olio”.