ISPRA: pubblicato l’Annuario dei dati ambientali 2016

Annuario dei dati ambientali 2016. Il 6 dicembre, come ogni anno, l’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale – ISPRA – ha pubblicato l’Annuario dei dati Ambientali, frutto della raccolta di informazioni sul consumo del suolo, sull’inquinamento delle acque e dell’aria, la situazione dei rifiuti e del clima. L’Annuario si basa sull’analisi di 306 indicatori con i quali analizzare la situazione ambientale del nostro Paese.

Quest’anno l’Annuario giunge alla sua quattordicesima edizione e, grazie alla cooperazione tra ISPRA, Agenzie Regionali e Provincie autonome per la protezione dell’ambiente, si conferma essere la raccolta di dati ambientali più esaustiva del nostro Paese, con una maggiore apertura, rispetto agli anni precedenti, alle Agenzie Europee e ai loro indirizzi sulle politiche ambientali.

L’analisi dei dati. Le criticità maggiori emergono dalla tutela della biodiversità. Nonostante l’Italia sia uno dei Paesi con la maggiore varietà al mondo di flora e fauna, oltre il 31% della fauna si trova attualmente a rischio di estinzione, mentre il 15% delle piante e il 22% di muschi e licheni rischiano di estinguersi a causa dell’inquinamento crescente.

Per fortuna aumentano le zone in cui la biodiversità è soggetta a protezione speciale, anche se per la diffusione delle aree protette, che coprono solo il 10% del territorio nazionale, l’Italia è in ritardo rispetto alla media europea.

Buone notizie riguardano la balneabilità delle acque marine, eccellente nel 90% dei casi, mentre risultano compromessi gli ambienti sottomarini, per la diffusione di specie invasive che distruggono gli habitat tipici delle specie originarie del Mediterraneo, soprattutto a causa dell’innalzamento delle temperature, maggiore di quello che si registra sulla terraferma.

Un deciso miglioramento si registra per la qualità dell’aria. Diminuisce l’emissione di gas inquinanti, anche se in modo non ancora sufficiente riguardo la percentuale di ozono e biossido di azoto prodotti, soprattutto in Pianura Padana.

 Diminuiscono le emissioni dei gas a effetto serra. Aumenta il consumo di gas naturale rispetto ai prodotti petroliferi e l’utilizzo di fonti rinnovabili.

Resta in osservazione la situazione dell’inquinamento acustico: almeno il 60% dei Comuni in Italia ha avviato un piano di zonizzazione acustica del territorio, poiché gran parte della popolazione subisce inquinamento acustico da traffico stradale, che supera, anche di notte, le soglie stabilite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Qualità dell’aria migliore grazie alle fonti di energia rinnovabili. Se il miglioramento dell’aria è uno dei dati positivi dell’analisi, con la riduzione dei gas nocivi e dell’effetto serra, il merito va all’aumento di energia prodotta con fonti rinnovabili, che, a partire dal 2007, hanno registrato un trend di crescita.

Complici le direttive europee cui adeguarsi, gli sgravi fiscali previsti per l’istallazione di soluzioni energetiche a basso impatto ambientale, ma anche la maggiore consapevolezza e conoscenza, a livello nazionale ma anche individuale del problema dell’inquinamento ambientale e delle possibilità per contrastarlo, anche in piccolo, in ambiente domestico.

Oggi, molto più che in passato, è facile conoscere e documentarsi sui rischi dell’inquinamento e trovare soluzioni per fronteggiarlo.

Ruolo chiave in questo processo assume la rete, con la presenza di portali attenti alla tutela dell’ambiente, come ad esempio www.ideegreen.it, che, nello specifico, ha anche un’apposita sezione dedicata alle energie alternative, in cui sono raccolti consigli e istruzioni sull’utilizzo di energia eolica e solare e soluzioni per il risparmio energetico in ambito industriale ma soprattutto domestico, segno che la tutela dell’ambiente può partire prima di tutto da noi.

Dott. Angelo Vargiu – Sociologo della Comunicazione, Web writer