Quest’anno per le feste di Natale gli italiani consumeranno 800 mila capponi, 500 mila tacchinelle e 500 mila faraone. La previsione è di Unaitalia, l’Associazione che rappresenta la quasi totalità delle aziende del comparto avicolo. Dalla Liguria alla Sicilia, passando per l’Emilia-Romagna, le carni avicole infatti saranno protagoniste dei menu dei giorni di festa. Lesse o farcite, in brodo o cotte in forno, in gelatina o in rollé, sono il filo conduttore di tante ricette della nostra tradizione, trasmesse di generazione in generazione. E sono gli ‘outsider’, capponi, faraone e tacchinelle, a farla da padrone nelle ricette tradizionali. “Capponi, faraone e tacchinelle sono prodotti sempre molto ricercati – commenta Aldo Muraro, presidente Unaitalia (Unione Nazionale Filiere Agroalimentari Carni e Uova) – negli ultimi 10 anni la produzione è rimasta stabile, segno che gli italiani, al di là delle mode e delle tendenze, continuano ad apprezzare e a valorizzare il nostro patrimonio gastronomico. Dal cappone lesso ligure ai cappelletti dell’Emilia Romagna, fino ad arrivare alla tacchinella di pasta ‘busiata’ siciliana, queste carni restano protagoniste del menù dei giorni di festa, senza distinzioni geografiche“.
