Il 2016 è stato un anno difficile per le famiglie ma rallentamento economico ed instabilità politica non bastano ad abbattere il Natale. La spesa media per i regali prevista dagli italiani sarà di 600 euro a famiglia, sostanzialmente in linea rispetto a quello dello scorso anno (609 euro). Aumentano però anche i nuclei familiari in difficoltà: quest’anno 4 su 10 stimano di spendere meno di 250 euro. E’ quanto emerge dalla consueta indagine Confesercenti SWG su sentiment e intenzioni di acquisto degli italiani in occasione delle festività. La stabilità della spesa media rilevata nasconde una sempre più marcata polarizzazione tra chi può e chi non può: la quota di persone che spenderanno più di 800 euro per i doni passa dal 13 dello scorso anno al 17%, ma aumentano anche gli italiani che cercheranno di comprimere il budget sotto i 250 euro: quest’anno saranno il 40%, in salita di 7 punti rispetto al 2015. Diminuisce, invece, la fascia media: la percentuale di famiglie che spenderà tra i 250 ed i 900 euro crolla di 11 punti, passando dal 54 al 43%. Una spaccatura nel budget per i regali che riflette la situazione generale delle famiglie che tracciano un bilancio negativo del 2016: secondo il 42%, l’anno si chiude con un’Italia peggiorata dal punto di vista economico e sociale, mentre solo il 17% intravede un miglioramento. Un sentiment negativo forte soprattutto nell’età di mezzo: nelle persone tra i 34 ed i 54 anni, infatti, la quota di chi segnala un deterioramento del Paese arriva a toccare il 53%, più di uno su due. Le difficoltà emergono ancora più nettamente se si limita l’analisi ai comportamenti di spesa: il 72% degli intervistati ammette di aver ridotto le spese anche quest’anno, contro un 5% che le ha invece aumentate. Questo Natale quasi un italiano su due (il 47%) segnala di vivere con meno certezze rispetto al 2015. Se l’esito del referendum pesa poco sull’atmosfera natalizia (solo il 13% ritiene che possa incidere negativamente) altrettanto non si può dire del quadro politico emerso dopo il voto che rende più incerto il 45% degli intervistati. A preoccupare di più però sono l’aumento dei flussi di migranti e rifugiati (47%) ed il rallentamento dell’economia (46%), Brexit ed emergenza terrorismo (entrambi indicati dal 20%) e i terremoti dell’Italia centrale (17%). I regali per il Natale 2016, in media ogni italiano comprerà 7 doni ma c’è un 16% che stima di arrivare fino a 20. Anche perché, quando arriva il Natale, gli italiani non rinunciano al valore simbolico del regalo: il 58% ha l’abitudine di donare ai propri cari, senza escludere nessuno, almeno una strenna natalizia simbolica. Ma c’è anche un altro 31% del campione che dichiara, invece, di concentrarsi principalmente sui bambini. Quest’anno gli italiani regaleranno ai più piccini principalmente giochi didattici, 20%, libri (12%), vestiario (11%) e giochi tecnologici (10%). Per i più grandi, invece, sono gettonati soprattutto capi d’abbigliamento segnalati dal 37% degli italiani, a seguire libri (35%), e regali enogastronomici (32%) i prodotti tecnologici (29%). Tra questi trionfa lo smartphone (52%, poi tablet (22%) e computer tradizionali (21%), tra gli altri. Tra le new entries è boom degli abbonamenti in streaming, come Netflix, Spotify e Apple Music (13%). Resiste inoltre l’usanza del regalo aziendale con il 51% delle imprese farà un regalo. Gli acquisti si fanno preferibilmente nei centri commerciali, (al 37% delle preferenze), negozi e mercatini (31%) ma in crescita c’è l’ecommerce (29%). “L’auspicio – afferma Massimo Vivoli, presidente di Confesercenti – è che la stabilità segnalata dalla nostra indagine si confermi anche nelle prossime due settimane, quando verrà acquistata la maggior parte dei regali. Il rischio, infatti, è che le incertezze internazionali, aggravate da quelle politiche nostrane seguite al Referendum, possano contagiare cittadini e imprese, portando ad un ulteriore rallentamento dei consumi. Sarà dunque molto importante dare segnali chiari agli italiani“.
