L’obiettivo, come dice il ministro dell’Interno Marco Minniti, e’ “evitare infiltrazioni” e dunque dare agli italiani “la sicurezza che i soldi stanziati saranno utilizzati per la ricostruzione” delle zone colpite dal terremoto “e non per ingrassare mafie e corrotti“. E il modo in cui sara’ realizzato e’ la sorveglianza preventiva che l’Autorita’ anticorruzione di Raffaele Cantone, esercitera’ sulle relative procedure di appalto per garantire trasparenza e correttezza. Un potere riconosciuto dal decreto del precedente governo sul Terremoto e che ora diventa operativo con la firma al Viminale di un protocollo di Intesa, tra Cantone, il Commissario per la Ricostruzione Vasco Errani, e Matteo Campana, delegato di Invitalia, l’Agenzia per l’attuazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa. L’accordo siglato consente di “avviare da subito i controlli sugli appalti di ricostruzione pubblica, che ci auguriamo possa partire da qui a qualche mese“, come spiega Cantone. Si tratta dello stesso modello gia’ utilizzato per Expo: avvalendosi del personale della Guardia di finanza, l’Anac verifichera’ preventivamente la legittimita’ degli atti adottati. Un sistema gia’ sperimentato “con successo” anche a Pompei e Bagnoli, come evidenzia l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, che annuncia l’avvio “tra pochi giorni” delle prime gare pubbliche con le regole del nuovo codice degli appalti.
Altra novita’ e’ che nessuna ditta potra’ lavorare se non iscritta all’anagrafe antimafia, se non inserita cioe’ in una sorta di “white list” nazionale, ottenuta dall’incrocio di piu’ banche dati e gestita dal prefetto Francesco Paolo Tronca, che da prefetto di Milano si e’ gia’ fatto le ossa su Expo e che ora dirige la struttura di missione del Viminale introdotta con il decreto sul Terremoto. Si partira’ a gennaio dagli appalti per le scuole. E se e’ impossibile “assicurare a monte che non ci saranno infiltrazioni”, l’impianto messo su consente di “dare un messaggio chiaro”, fa notare Errani: contro questo fenomeno “saremo fermissimi” e lo perseguiremo “in modo esemplare”. Ricostruire quella parte di Paese cosi’ bella e cosi’ duramente colpita dal Terremoto, “e’ la priorita’ delle priorita'”, e fare presto “e’ un imperativo categorico” che va pero’ conciliato con l’obiettivo di fare bene, osserva a sua volta Minniti. Di qui la scelta di puntare un sistema di regole e prevenzioni, che non e’ certo “una perdita di tempo”: “Lo Stato ci mette la faccia”, assicura il ministro, spiegando che sono state messe in campo “strutture per garantire il massimo della trasparenza e del rigore”. Minniti coglie l’occasione per ricordare la presenza delle forze dell’ordine nelle zone del sisma: 835 vigili del fuoco con 475 automezzi; 393 uomini tra polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza; 90 uomini della polizia stradale con 45 pattuglie e 560 militari”. Tutto questo senza dimenticare “il contributo straordinario degli uomini della Protezione civile”.
