Circa 400mila famiglie, cioè 1,4 milioni di persone, che vivono in aree note per essere considerate ‘punti caldi’ dal punto di vista geologico saranno trasferite. E’ quanto previsto da un piano del governo cinese reso noto mercoledì. Stando al piano, queste famiglie si trovano in aree dove il rischio geologico non può essere prevenuto né ridotto attraverso l’intervento umano e saranno spostate entro la fine del 2020. Fino a quella data verranno adottate misure per affrontare rischi geologici come calanchi, pendii con detriti o frane e saranno avviati progetti di protezione nelle zone popolate. Il piano prevede anche che lo sfruttamento delle acque sotterranee venga vietato nelle aree con fenomeni di grave subsidenza o fenditure del terreno. Inoltre le autorità verificheranno potenziali pericoli che possano provocare perdite umane ed economiche. La Cina ha vissuto alcuni dei peggiori disastri geologici globali considerato che il 65% del suo territorio è montuoso e collinare: dal 2011 al 2015, il Paese ha dovuto affrontare più di 60mila eventi catastrofici che hanno ucciso oltre 2mila persone e causato perdite di circa 3 miliardi di dollari, stando al ministero delle Risorse e del Territorio.
Cina: entro il 2020 trasferite 1,4 milioni di persone lontano dalle minacce geologiche

LaPresse/Xinhua