Domani, vigilia dell’Epifania, la Basilicata ”celebra” un rito che affonda le radici nelle credenze popolari più resistenti al tempo: a Montescaglioso, in provincia di Matera, è la notte dei Cucibocca. Sono figure ancestrali dalle lunghe barbe e vestite di scuro che nel Comune lucano sono diventate anche una maschera di Carnevale. I Cucibocca sono figuranti avvolti in mantelli e cappotti scuri, con un grande cappello di paglia o canapa, una lunga barba bianca o grigia che nasconde del tutto il volto (anche gli occhi sono mascherati), un canestro, una lucerna ed un lungo ago da calzolaio. Fanno rumore, trascinando una catena legata al piede. La tradizione, riproposta da 17 anni, vuole che questo rumore sordo accompagnasse il loro percorso, per incutere timore nei bambini. Bussavano alle porte delle case per chiedere cibo e vino. I bambini, spaventati, andavano presto a letto e permettevano così alla Befana di riempire le calze con dolci e regali. Questa è solo una delle varie interpretazioni, quella più legata alla contemporaneità. E’ una ”leggenda” contadina, invece, quella delle anime del Purgatorio: nella notte che precede l’Epifania le anime tornano tra i vivi e si dirigono verso le case dove hanno vissuto. Il corteo sfila nella notte buia, invisibile. Le persone si chiudono in casa, nel silenzio, e lasciano cibo e acqua. Il misterioso corteo dei Cucibocca, con una fiammella in un canestro, la catena al piede che segnala la loro presenza e la richiesta del silenzio e dell’offerta, potrebbe quindi rappresentare la processione delle anime del Purgatorio. Il programma prevede, alle ore 20, presso l’Abbazia San Michele Arcangelo, la vestizione dei Cucibocca. Dalle ore 20 alle 23 i Cucibocca si muoveranno per i vicoli del centro storico montese e nelle piazze sarà possibile degustare i ”Nove Bocconi del Cucibocca” (vari tipi di preparazioni locali), con l’accompagnamento musicale delle zampogne e altri strumenti tradizionali. Si tratta di un’altra interpretazione del rito: cucire la bocca potrebbe significare mettere fine all’abbondanza del Natale. Infatti il rituale dei ”Nove Bocconi dei Cucibocca” è sostanzialmente il viatico al periodo della Quaresima. La riedizione di questo evento è diventato un grande richiamo turistico e culturale nel Comune lucano nonché l’evento più caratteristico in Lucania. La riscoperta si deve a cooperative ed associazioni locali ed al Cea (Centro di educazione ambientale) del Parco della Murgia materana. In altri Comuni, invece, l’Epifania è legata alle Befane. A Tito la Pro Loco organizza una sfida da record: realizzare la calza più lunga della Basilicata. Quella realizzata l’anno scorso era di 97 metri, l’obiettivo è superarsi. Viene confezionata con l’utilizzo di stoffe e poi assemblata. La calza viene poi portata in giro per il paese con la sfilata che si tiene nel pomeriggio dell’Epifania, con il corollario di attività di animazione e degustazioni per fare festa.
