“Esprimo la piu’ viva riconoscenza del governo e del paese a quanti si sono prodigati per salvare le vite e stanno continuando a farlo. Il sistema della protezione civile dell’Italia – composto da Comuni, dalle Province, dalle Regioni, dai corpi dei Vigili del fuoco, dai volontari, dalle protezioni civili regionali – questo sistema complesso e’ un sistema che tutto il mondo ci invidia, essendo un sistema radicato ed efficace”. Lo ha detto il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, nel corso di un’informativa urgente del Governo sugli sviluppi della situazione di emergenza nel centro Italia. “La situazione d’emergenza e’ stata caratterizzata dal concatenarsi di fenomeni ambientali senza precedenti. Una situazione di questo tipo non si ricorda a memoria d’uomo. La nevicata e’ stata d’intensita’ eccezionale, in particolare tra il 16 e il 19 gennaio. Nell’area di Farindola si sono accumulati oltre 2 mt di neve in 72 ore, con conseguenze molto gravi sul sistema di viabilita’ e sulla rete elettrica“, ha ricordato il ministro.
A generare la sciagura è stata “una nevicata di dimensioni che non si registravano da alcuni decenni e la terribile coincidenza con numerose scosse di terremoto. Una situazione di questo tipo, non si ricorda davvero a memoria d’uomo”. “Il primo avviso di condizioni meteorologiche avverse diramato dalla Protezione civile- ricorda Delrio- risale a domenica 15 gennaio. La stazione nivometrica di Campotosto la sera del 15 gennaio registrava 30 centimetri di neve, la sera del 18 ne registrava 239, quindi oltre due metri di neve si erano accumulati in quel lasso di tempo”.
In aggiunta, il 18 gennaio “si sono registrate quattro scosse rilevanti: la prima alle ore 10,25 di magnitudo 5.1, la seconda alle 11,14 di 5.5 (la piu’ forte), la terza alle 11,25 di 5.4 e la quarta alle 14,33 di 5.0. Alcune ore dopo, una slavina di enormi proporzioni a oltre 100 kmh si e’ abbattuta sull’hotel Rigopiano“, ha riferito Delrio, e la “concomitanza di aventi così impattanti ha reso complicatissima gli interventi di emergenza”. L’intervento più complesso da realizzare “è stato certamente quello all’hotel Rigopiano, dove i soccorsi si sono mossi in colonna, con l’ausilio di una turbina dell’Anas che ha aperto la strada. A causa del rischio di nuove slavine è stata inviata in avanscoperta all’1,30 del 18 gennaio una squadra di 22 operatori del Soccorso Alpino che sono riusciti a raggiungere l’hotel alle 4,30 di mattina, quindi dopo una marcia con gli sci di tre ore”. Nei giorni seguenti nell’area di Farindola hanno lavorato 200 persone e a “meno di 12 ore dai nuovi eventi sismici – ha riepilogato il ministro delle infrastrutture – il numero delle forze in campo, gia’ cospicue al 17 gennaio quando erano pari a oltre 4 mila unita’, ha sfiorato le 7 mila unita’ per poi arrivare a oltre 8 mila nei giorni successivi, al 25 gennaio erano circa 11 mila”.
“E’ stato svolto un lavoro eccezionale, innanzitutto per cercare di raggiungere le frazioni isolate a causa del terremoto e della situazione di crisi determinata nella viabilita’, quindi per soccorrere le persone in difficolta’ e risolvere i problemi alla rete elettrica”. Le persone assistite nei centri coordinati dalla Protezione civile sono passate, da 10.076 in data 17 gennaio a 14.576 il 24 gennaio. Delrio in conclusione ha sottolineato l’impegno per il ripristino delle condizioni di viabilità. Uno sforzo, ha detto infine il ministro, in sui sono state utilizzate 146 tra turbine e frese e 250 mezzi antineve specifici che “ha consentito di riportare la situazione ad una parvenza di normalità nel corso dei giorni seguenti all’apice della crisi”
