Il nervo vago è un nervo cerebrale che si estende dall’encefalo fino alla cavità addominale e appartiene al sistema parasimpatico. Il nervo in questione svolge un ruolo fondamentale nella gestione degli organi interni, nel flusso della digestione, controlla alcuni muscoli scheletrici, si occupa della regolazione della sudorazione, dei movimenti della bocca e si occupa anche del cuore. Cosa fare in caso di nervo vago infiammato?
CAUSE: Premettendo che le cause dell’infiammazione sono molteplici, sia lo stress che l’ansia possono causare tensioni eccessive al nervo che si dirama dalla testa fino all’addome.
Si tende a somatizzare le emozioni negative e questo causa un intorpidimento e una tensione eccessiva al nervo, provocando spiacevoli conseguenze. Un’alimentazione ricca di grassi incide negativamente sul nervo vago causando tensione, gonfiore e dolori addominali spesso di difficile gestione e sopportazione. L’artrosi cervicale, che in genere colpisce adulti sopra i 50 anni è una patologia che colpisce il rachide cervicale. La cartilagine che riveste le articolazioni si consuma e provoca conseguenze spiacevoli nella persona colpita (difficoltà di equilibrio, tensioni, nevralgie mandibolari, dolore alla testa e al collo ecc). SINTOMI: Il nervo vago infiammato può procurare diversi sintomi nel paziente: nausea; vomito; vertigini; mal di testa; formicolii diffusi su tutto il corpo; dolore e rigidità al collo; acidità di stomaco; tachicardia. A volte può manifestarsi la “crisi vagale” che si caratterizza per i seguenti sintomi: pallore; sudorazione eccessiva; malessere; svenimento.
CURA: Tra quelli più efficaci e consigliati nell’ambito medico troviamo: la manovra di Valsalva, che prende il nome dal medico anatomista che la inventò. Essa, che consiste in una compensazione forzata dell’orecchio attraverso una pressione interna ottenuta tappando il naso, in modo da fare pressione sulle orecchie, consente di stimolare nel modo giusto il nervo vago e deve essere fatta da personale esperto altrimenti si rischia di peggiorare la situazione o incorrere in lesioni anche gravi. D’aiuto, sempre sotto consiglio medico, il massaggio carotideo e, solo se necessario, gli impulsi elettrici. Occorre ovviamente modificare il proprio stile di vita, adottando un’alimentazione sana ed quilibrata, ricca di frutta e verdura, eliminare, per quanto possibile, stress, tensioni emotive ed ansia, migliorare la postura, fare esercizi fisici.