Ormai le previsioni meteo sono piuttosto chiare: è in arrivo per il giorno della Befana una storica ondata di freddo in Italia, con 48 ore di freddo glaciale con caratteristiche davvero eccezionali per il Sud Italia, dove un fenomeno del genere non si verificava da tempo. E’ il Burian, il grande freddo che viene dalla Siberia. Ma cos’è il Burian, e da dove deriva questo nome?
Su questo termine e sulle sue origini si fa un po’ di confusione, perché a volte si utilizza il termine “Buran”, senza la “i”, altre invece il termine “Burian”. Entrambe le parole deriverebbero da una parola russa, indicata per denominare questo vento tipico della Siberia e le associate tempeste di neve che lo accompagnano. Secondo alcuni linguisti invece, il termine “Buran” (senza la “i”, in uso nel vocabolario italiano), deriverebbe dal latino “boreas”, e sarebbe quindi sinonimo di tempesta (del resto in Italia conosciamo bene il gelido vento di Bora, che spira a Trieste). In Italia “buriana” è anche sinonimo di trambusto e sconvolgimento, proprio come quello che porta con sé questo gelido vento.
Il vento Buran (o Burian) è tipico della Siberia, ed è un vento gelido, con direzione NE o E-NE, che spira nei mesi invernali sulle sterminate pianure siberiane e sulle steppe del Kazakistan. Nel suo viaggio verso sud-ovest, dopo aver scavalcato gli Urali e le grandi pianure della Russia europea e dell’Ucraina, può generare diffusa nuvolosità associata a precipitazioni. E’ per questo che porta spesso con sé grandi nevicate.
