L’avevamo ipotizzato nei giorni scorsi, quando mettevamo in evidenzia le difficoltà incontrate dal flusso umido oceanico per smuovere l’aria molto densa lasciata in eredità dall’intensa avvezione fredda dello scorso weekend. Spinta dopo spinta ecco che la massa di aria gelida, densa e pesante che si è depositata nei giorni scorsi sulle nostre regioni comincia pian piano a spostarsi in direzione dei vicini Balcani e della Grecia, cominciando a liberare le nostre regioni più meridionali, dove già si evidenzia un primo aumento delle temperature. Mentre la quota dello “zero termico” inizia nuovamente a risalire verso quote di alta collina e di montagna, segnando la fine di questa lunga e prolungata ondata di gelo.

A parte qualche piccola resistenza incontrata sulle regioni adriatiche, generalmente sempre le ultime ad uscire fuori dall’influenza delle fredde masse d’aria d’estrazione continentale, e su quelle settentrionali, attualmente interessate nei bassi strati da un richiamo di aria piuttosto fredda e umida da Est, risucchiata dal minimo depressionario sul basso Tirreno, le più temperate correnti oceaniche, in sfondamento dall’Atlantico, riusciranno a scacciare verso i Balcani, la regione danubiana e la Romania la massa d’aria gelida. Tanto che già fra giovedì e venerdì nella libera atmosfera, a circa 1400 metri di altezza, entreranno isoterme positive, con valori prossimi ai +2°C +3°C e anche +4°C attesi sulle regioni tirreniche e su quelle meridionali, sotto la spinta di sostenuti venti di libeccio prima, e di ponente e maestrale subito dopo, a cavallo del prossimo fine settimana.
Questo aumento termico raggiungerà il suo culmine proprio nella giornata di venerdì, quando l’afflusso di aria più temperata oceanica, d’estrazione atlantica, farà schizzare i termometri oltre la soglia dei +10°C +12°C, con punte anche di oltre +15°C +16°C sulla Sicilia orientale, dove si tornerà a respirare un’aria decisamente più mite. Ma questo aumento dei valori termici avrà, anche in questo caso, le ore contate visto che già dalla serata di venerdì una nuova avvezione fredda, stavolta di aria polare marittima, quindi meno fredda rispetto a quella continentale ma molto umida e più instabile, in discesa niente meno che dal mare della Groenlandia.