Era il giorno del suo 31esimo compleanno quando Linda Salzetta è stata trovata morta, sotto le macerie dell’Hotel Rigopiano. Ed era dove aveva detto fin dall’inizio il fratello: dietro una nicchia in cucina. I destini opposti, lo ‘sliding doors’ di Linda e Fabio Salzetta, lei travolta dalle macerie dell’hotel, lui salvo per caso perché uscito un minuto prima che la valanga si abbattesse distruggendo tutto, sono il simbolo e la triste sintesi della tragedia di Rigopiano: bambini senza più genitori, fidanzati separati per sempre, alcuni mentre si tenevano per mano, famiglie irrimediabilmente spezzate. Linda è stata trovata due giorni fa, quando i vigili del fuoco sono riusciti ad entrare nel cuore dell’hotel, nella zona delle cucine e del bar. La speranza era di trovare ambienti ancora intatti, dove magari qualcuno era riuscito a sopravvivere: ma è bastata una prima occhiata per capire che il destino aveva voluto diversamente. La ragazza e’ stata la prima, tra le vittime che si trovano in quei luoghi, ad essere portata fuori.
Al momento della valanga, mercoledì scorso, stava lavorando, al suo posto nel centro benessere dove faceva l’estetista, nonostante fosse appunto il suo compleanno. Appena è riuscito ad uscire dal locale caldaia dove si trovava quando è arrivata la slavina, il fratello Fabio ha iniziato ad urlare il suo nome a squarciagola. “L’ho chiamata decine di volte, ho chiamato tutti gli altri, ma nessuno rispondeva”. “Per guadagnarsi un pezzo di pane guarda che fine che ha fatto” dice Carolina, una parente, al termine del funerale di Alessandro Giancaterino, un’altra vittima di Farindola, paese d’origine dei due ragazzi a dieci chilometri dall’hotel. “E’ un dolore terribile – dicono alcuni parenti davanti all’ospedale di Pescara – ancora non ci crediamo. Abbiamo chiesto di vederla ma qui non ci dicono niente”. Linda doveva sposarsi il 5 maggio. Lo ha ricordato Carolina e lo aveva detto Fabio ai cronisti qualche giorno fa, quando ancora c’erano speranze. “Linda deve farcela, si sposera’ presto“. Fin dal primo momento questo ragazzo silenzioso e gentile e’ stato fondamentale per i soccorritori.
“Abbiamo avuto la fortuna di avere li’ con noi Fabio – hanno raccontato i ragazzi della squadra dei vigili del fuoco che hanno salvato i tre bimbi bloccati nella sala biliardo – e’ stata una persona eccezionale perche’ ci ha aiutato a ricostruire come era fatto l’albergo”. E sempre Fabio, inoltre, “ci ha spiegato che “c’era una piccola struttura poco a monte dell’albergo: da li’ si accedeva ad una stanza tecnica dove c’erano le pompe dell’acqua e da li’ ad un’altra stanzetta che dava su un’intercapedine al di la’ della quale ci sarebbe dovuta essere la sala biliardo”. A chi gli faceva notare la sua importanza, Fabio pero’ alzava le spalle. “Lavoro all’hotel da un anno e mezzo, so dove si trovano tutti i locali e posso aiutare chi sta cercando le persone a localizzare i luoghi. Tutto qua”. Ai vigili del fuoco, mentre spiegava come entrare nell’albergo, mostrava la foto della sorella, ripetendo sempre la stessa cosa: “cercatela dietro la nicchia della cucina, l’ho vista li’ l’ultima volta”. E lì, infatti, i pompieri l’hanno trovata.
