Terremoti, docente di Camerino: “per prevenire è necessario difendersi”

La prevenzione “resta l’unico modo per la difesa dai terremoti“, conoscendo i territori e sviluppando le attività di ricerca e di studio: gli strumenti oggi esistono, come la Carta di pericolosità sismica, “cercando di individuare le aree piu’ pericolose rispetto ad altre, per concentrare la pianificazione delle emergenze e la riduzione della vulnerabilita’ di edifici e infrastrutture in aree piu’ limitate piuttosto che su tutto il territorio nazionale”. Lo ha detto il geologo e docente dell’Universita’ di Camerino, Emanuele Tondi, che stamani a Potenza, nell’Universita’ della Basilicata, ha tenuto un seminario dal titolo “I terremoti dell’estate-autunno 2016 in Italia centrale, dall’emergenza alla prevenzione“.

Maggiori fondi alla ricerca permettono una migliore prevenzione “ed e’ chiaro – ha aggiunto Tondi – che i finanziamenti devono arrivare dagli enti pubblici. Non sono temi applicativi in cui si possono trovare fondi dai privati o dalle multinazionali. Lo Stato deve essere protagonista, ma le informazioni ci sono rispetto a 20 anni fa, sappiamo molti di piu’ sulle faglie e si possono aggiornare gli strumenti“. Dalla fine di agosto i ricercatori dell’Ingv, delle Universita’ di Camerino e della Basilicata hanno partecipato al gruppo di lavoro internazionale “2016 Central Italy earthquakesUnicam and Unibas Field Survey Group“, nel Centro Italia: i risultati, ha spiegato il docente dell’Unibas, Fabrizio Agosta, “contribuiranno a implementare la banca dati dell’Ingv attraverso la realizzazione di file cartografici e d’immagine georiferiti facilmente gestibili in ambiente Gis”.