Sono oltre 4.400 le opere danneggiate dal terremoto che si trovano al momento all’interno del deposito della Regione Umbria e del ministero dei Beni e delle attivita’ culturali e del Turismo. La struttura in localita’ Santo Chiodo di Spoleto ospitera’ prossimamente anche un laboratorio di restauro che sara’ allestito con l’Opificio delle pietre dure di Firenze, un istituto autonomo del ministero. “E’ un cantiere per la messa in sicurezza e schedatura delle opere, tra dipinti, sculture, arredi, tessuti e materiale archeologico” ha affermato stamani proprio il soprintendente dell’Opd Mario Ciatti, in occasione delle visita del ministro Dario Franceschini che per l’occasione e’ stato accompagnato dalla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, dall’assessore regionale alla cultura, Fernanda Cecchini, e dalla vice presidente della Camera dei Deputati, l’on. Marina Sereni. Aperto dal 2008, il deposito e’ la prima volta che viene utilizzato. In accordo con il Mibact, nel deposito sono custodite le opere e i tesori recuperati – in cinque mesi e nelle zone umbre terremotate – da chiese, palazzi, archivi e biblioteche colpiti dal Terremoto.
E’ ancora Ciatti a spiegare l’attivita’ che si fa qui dentro, a servizio poi della Soprintendenza per il restauro finale: “Una volta ripresi in mano tutti i pezzi si tolgono le fonti di degrado e vengono fatti interventi minimi di manutenzione che bloccano questo deterioramento. Successivamente c’e’ una schedatura di tipo conservativo, si accertano quali sono i danni e alla Soprintendenza si indica cosa c’e’ da fare”. Il laboratorio di restauro prendera’ il via il 20 febbraio con l’arrivo di dieci diplomati restauratori per un servizio che per Ciatti “consentira’ poi alle Soprintendenze e ditte di restauro di lavorare nel migliore dei modi”. “Un’attivita’ – ha aggiunto – che puo’ essere paragonata a quanto puo’ fare un pronto soccorso prima che il paziente entri in sala operatoria”. Per Tiziana Biganti della Soprintendenza “e’ anche l’occasione per l’Umbria di sperimentare un nuovo metodo di lavoro”.
“Siamo al 95% di prelievi effettuati e quindi siamo quasi al termine” ha invece osservato Margherita Romano, sempre della Soprintendenza e parlando dell’opera di recupero del patrimonio danneggiato nei luoghi del sisma, che poi ha aggiunto: “Ci sono pero’ ancora situazioni appese, difficoltose e non ancora concluse, tenendo fuori comunque i casi delle chiese crollate in cui il recupero e’ casuale”.
