“La mia azienda è ormai inagibile: io e i miei dipendenti non possiamo più entrarci per lavorare”. Così Stefano Massari, imprenditore di Camerino, la cui azienda Madeitstore.com, che vende prodotti di moda italiani, è una di quelle travolte dal Terremoto dello scorso ottobre. Massari racconta la sua odissea a Confimprenditori.it, il portale dell’associazione presieduta da Stefano Ruvolo che dà voce agli imprenditori. “Questa situazione, inevitabile, si aggiunge lo sconforto per uno Stato che, nonostante le promesse e il varo di un decreto d’urgenza a sostegno delle imprese colpite dal Terremoto, è venuto meno”, dice l’imprenditore. “Ci avevano garantito – racconta Massari – la sospensione delle utenze e delle rate dei mutui, un finanziamento a tasso zero con tre anni di preammortamento, un contributo di 5mila euro per gli imprenditori e i titolari di partita Iva, la cassa integrazione straordinaria e il ripristino attraverso i container delle sedi danneggiate dal sisma”. Cosa è stato realizzato? “Ben poco purtroppo – si sfoga l’imprenditore– a parte la sospensione dei mutui nessun finanziamento di 30mila euro, che mi avrebbe permesso di superare questa fase in cui non produciamo utili, nessuna possibilità di ottenere mutui a tasso zero, perché le banche da me interpellate invece che seguire le linee guida del decreto hanno creato dei pacchetti ad hoc per gli interessati nelle zone del sisma. Per non parlare dei container la cui consegna nel caso di madeitstore avrebbe permesso di riprendere il lavoro. Nessuno li ha mai visti”. “Ho addirittura dovuto anticipare io – continua Massari – la cassa integrazione ai miei dipendenti pur di riprendere un minimo di attività perché la richiesta alla regione Marche non è stata nemmeno protocollata”. Massari resiste, e ha trovato ospitalità logistica per la sua attività presso un’azienda amica di Orvieto ma il rischio è che le zone colpite dal sisma restino deserte.
Terremoto, la denuncia dell’imprenditore: lasciati soli da Stato e banche
