A quasi quattro giorni dal crollo dell’hotel Rigopiano di Farindola i soccorritori continuano senza sosta a rimuovere la neve a mano, armati delle sole pale, ma non si attenua la speranza di salvare altre vite umane. Entusiasmo, determinazione, efficienza: queste le caratteristiche comuni dei soccorritori. Una battuta di uno spettatore del luogo rende bene l’idea: “Questi – ha detto guardando i Vigili del Fuoco che salivano su un elicottero – sono geneticamente modificati!”. Ed e’ singolare notare che mentre tra gli spettatori come i giornalisti, nelle ultime ore sembra scemare l’entusiasmo provocato dal ritrovamento e dal salvataggio di nove persone (tra i quali quattro bambini) giovedi’ scorso, i soccorritori mostrano fiducia nella possibilita’ di salvare altre vite e la stanchezza non ha intaccato il loro entusiasmo. “Le speranze ci sono – dice Giuseppe Romano, direttore Emergenze dei Vigili del Fuoco – abbiamo gia visto tanti casi di persone che sono sopravvissute anche per periodi ben piu lunghi”. Sulla stessa linea, il suo collega Fabio Jerman del comando di Belluno, spiega che le squadre all’opera lavorano con entusiasmo e determinazione e non c’e’ traccia di rassegnazione. “Abbiamo predisposto un avvicendamento delle squadre ogni quattro o cinque giorni a seconda delle mansioni”.
“Questa rotazione – aggiunge Jerman – oltre a garantire efficienza e’ molto importante anche dal punto di vista psicologico perche’ i nuovi arrivati portano una carica di entusiasmo”. E parlando di cosa ha provato al momento del salvataggio di giovedi’ scorso, Jerman sembra far fatica a trovare le parole: “E’ stata una gioia incontenibile, una soddisfazione immensa che non si puo’ descrivere. So solo che quando li ho abbracciati la fatica e’ svanita”. Riguardo alle possibilita’ di sopravvivenza, Jerman ammette che con il passare del tempo diminuiscono ma sottolinea che comunque ci sono. Fonti del soccorso alpino della Guardia di Finanza riferiscono che sono stati individuati diversi solai sotto i quali non ci sono macerie. E, in questi spazi, potrebbero aver trovato protezione alcuni dei 23 dispersi. E’ poi da tener presente che l’assenza di voci puo’ essere spiegata anche dallo stato di prostrazione di chi e’ sepolto da quattro giorni sotto neve e macerie. Insomma, sarebbe bene prendere esempio dai soccorritori: speranza, entusiasmo, concentrazione sul proprio ruolo senza approfittare della situazione per interessi di bottega con polemiche, spesso pretestuose, che possono essere rimandate.
