A tre giorni dal crollo dell’hotel Rigopiano di Farindola i soccorritori continuano senza sosta a rimuovere la neve a mano, armati delle sole pale: e’ quanto riferisce Alessandro Massa del soccorso alpino speleologico di Ivrea che ha appena raggiunto il centro operativo comunale (Coc) di Penne dalle rovine dell’hotel. “Continuiamo a fare una bonifica dei vari settori spostando neve e macerie a mano per entrare nella struttura. La difficolta’ maggiore – spiega il soccorritore – e’ nello spostare tutta quella neve con la pale: siamo come tante piccole formiche che portano via la neve e le macerie“. Rispondendo a chi gli chiedeva se col passare delle ore non venga meno la speranza e anche l’entusiasmo Massa nega decisamente: “Il morale e’ sempre alto, noi dobbiamo portare a casa la gente che sta la’ sotto“.
“Andremo avanti sempre, finche’ non li troviamo tutti. Potrebbero ancora esserci delle persone in vita la’ sotto. Ma in vita o non in vita, non importa, non possiamo dare nulla per scontato. Ci sono delle famiglie che aspettano”. Lo ha detto un operatore del Soccorso alpino nazionale, Luca Giai Arcota, appena tornato a Penne (Pescara) da un turno di ricerche sotto le macerie dell’hotel Rigopiano. “Oggi abbiamo fatto un lavoro mostruoso, eccezionale – ha detto -. Siamo in 90 solo noi del Soccorso alpino, oltre a una quarantina di vigili del fuoco e una decina di finanzieri almeno”.
