Accadde oggi: il 6 febbraio 1971 un terremoto sconvolge Tuscania, nel Lazio [GALLERY]

Il 6 febbraio del 1971, poco dopo le 19, un terremoto sconvolgeva Tuscania, un piccolo centro situato nella provincia di Viterbo noto per il suo patrimonio archeologico risalente al medioevo. Il terremoto di Tuscania causò gravi danni alla cittadina, dove venne fortemente danneggiato l’antico centro storico medievale, caratterizzato da costruzioni con muri a sacco e molto vulnerabili: il bilancio fu di 21 vittime, un centinaio di feriti e migliaia di senzatetto.

Quello di Tuscania è uno dei terremoti meno ricordati della storia recente d’Italia, ma oltre al carico di morti e feriti provocò gravissimi danni al patrimonio storico locale, danneggiando seriamente le chiese romaniche di San Pietro e Santa Maria Maggiore. Il terremoto ebbe magnitudo inferiore a 5.0 e l’ipocentro venne localizzato a circa 4 km di profondità. Gli effetti di sito raggiunsero però l’VIII-IX grado MCS  presso Tuscania e l’VIII grado ad Arlena di Castro: questo fu dovuto soprattutto alla estrema vulnerabilità delle costruzioni.

tuscania1971Tuscania nel 1971 aveva circa 7.500 abitanti e la sua economia si basava sull’attività agricola e turistica. Il danno ai monumenti medievali (chiese e torri) fu enorme e servirono molti anni per la ricostruzione.

A fronte di un sistema della protezione civile ancora inesistente, grande fu il lavoro dei volontari che accorsero a Tuscania per aiutare la popolazione e per salvare il patrimonio archeologico: una sorta di “angeli del fango”, proprio come era accaduto a Firenze 5 anni prima o nel Belice nel 1968.

L’ubicazione di questo terremoto “sorprese” in quanto si trovava lontano dalle aree dell’Appennino dove la pericolosità sismica era ben nota.

Si trova invece in un’area modellata da recenti apparati vulcanici, attivi fino a poche decine di migliaia di anni fa (un tempo davvero minimo in termini geologici), in quella zona conosciuta come Tuscia, il territorio dove vivevano gli antichi etruschi. Questi apparati vulcanici recenti hanno modellato il territorio formando altopiani costituiti da materiale piroclastico, cioè eruttato durante le eruzioni, accumulatosi fino a poche decine di migliaia di anni fa (un tempo geologicamente molto recente) a formare spesse formazioni.

Questo materiale è noto come “tufo”, ed è una roccia vulcanica piuttosto friabile, leggera e con ottime qualità costruttive, largamente usata nel Lazio settentrionale per costruire edifici e manufatti. Le tante necropoli etrusche che sorgono in quest’area sono scavate in questo materiale vulcanico.

All’origine del terremoto vi fu probabilmente proprio la natura vulcanica di questo territorio. Ancora oggi c’è disaccordo nella comunità scientifica sulle cause di quel sisma, che potrebbe essere stato causato da una faglia (l’area vulcanica del nord del Lazio è caratterizzata da attività distensiva) o dal crollo di una antica caldera vulcanica.

Nella Tuscia non si registrano i forti terremoti che purtroppo colpiscono con frequenza la dorsale appenninica. Ciò non vuol dire però che qui non si possano verificare rari eventi sismici talvolta anche di modesta entità, a causa di piccole faglie locali. Secondo la classificazione sismica del territorio della regione Lazio del resto, il comune di Tuscania si trova in zona 2B.