Verdure che mostravano la presenza pesticidi, tracce di 13 principi attivi oltre i limiti previsti dalle normative e valori anche di 50 volte superiori al consentito. Lo hanno accertato i tecnici del laboratorio Arpal della Spezia in merito ad una partita di peperoni in arrivo in porto a Genova, un carico proveniente dall’Egitto e destinato al mercato nazionale di prodotti di origini vegetali destinati al consumo. Sono stati bloccati per controlli dal personale dell’Usmaf, l’Ufficio di sanità marittima, aerea di frontiera, sottoposti a campionamento ed inviati al laboratorio Arpal, l’agenzia regionale per l’ambiente, specializzato nella ricerca dei pesticidi. Nelle 35 pagine del referto digitale consegnato in settimana ad Usmaf emerge come la partita in questione abbia mostrato la presenza di ben tredici principi attivi fuori dai limiti di legge. Clorpirifos, propiconazolo e clorfenapir, rispettivamente insetticida, fungicida e biocida, le molecole individuate nel carico, sostanze in questo caso utilizzate impropriamente durante la coltivazione. “Non era mai capitato un campione con la presenza di così tante sostanze tutte insieme – spiega Nicola Dell’Amico, dirigente chimico del laboratorio spezzino e responsabile delle analisi – e anche l’entità dei superamenti è particolarmente significativa“. Arpal ha consegnato a Usmaf 35 pagine di referto. Le analisi per la ricerca dei pesticidi testano gli alimenti di origine vegetale rispetto ad oltre duecento principi attivi accreditati, e sono una delle attività che l’agenzia regionale svolge in collaborazione con Usmaf e con Asl. Nei casi positivi, come questo, impediscono che merce estera contaminata raggiunga i mercati comunitari.
