Ha impiegato circa 11 anni per divorare una stella, 10 volte più lentamente rispetto a tutti gli altri fenomeni simili osservati finora: il lento “pasto” del buco nero XJ1500+0154 (al centro di una piccola galassia a circa 1,8 miliardi di anni luce dalla Terra) è stato osservato da tre telescopi spaziali a raggi X le cui immagini sono state analizzate da Dacheng Lin, dell’universita’ del New Hampshire, e pubblicate su Nature Astronomy: merito dei sofisticati occhi dei telescopi spaziali NASA Chandra X-ray Observatory e Swift, e XMM-Newton dell’ESA. I dettagli di questo evento cosmico – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – sono illustrati in uno studio pubblicato su Nature Astronomy, condotto da ricercatori dell’Università del New Hampshire.
Quando una stella si avvicina troppo a un buco nero l’enorme forza gravitazionale provoca delle ‘maree’ sulla superficie della stella che in breve tempo viene divorata. Quando i materiali strappati dalla stella si avvicinano al buco nero raggiungono velocità prossime a quella della luce, una caduta che porta all’emissione di violentissimi getti di energia sotto forma di raggi X che possono essere rilevati dai telescopi.
Generalmente il processo avviene nel giro di un un anno.
“Siamo stati testimoni della spettacolare e prolungata morte di una stella,” afferma Dacheng Lin. “Decine di eventi di questo tipo sono stati osservati sin dagli Anni ’90, ma nessuno mai così prolungato”.
