Molto spesso chi si cimenta in previsioni meteorologiche proiettate oltre le 72 ore, quelle definite dagli addetti ai lavori, Previsioni a Medio Termine, conosce già in partenza i rischi che corre.
Se infatti un previsione sulle 24-36 ore ha probabilità dell’ordine del 80% di verificarsi, quando si superano i tre giorni, le 72 ore appunto, il valore di probabilità scende di molto e diventa prossimo al 50% – 60%.
Ciò deriva dal fatto che con l’aumentare dell’orizzonte temporale, aumentano le incertezze sui dati di partenza ovvero diventano imprecise le condizioni a contorno che sono alla base dei complessi sistemi di equazioni matematiche dal cui output derivano, grazie all’impiego di potenti calcolatori, le Previsioni Meteorologiche.
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Tutto ciò fa parte del mestiere. Nella meteorologia le certezze previsionali non esistono.
E’ vero peraltro che una previsione proiettata sui 3 o 4 giorni a seguire, effettuata in una condizione anticiclonica come ad esempio una condizione estiva o tardo primaverile, ha una probabilità di esser giusta molto più elevata di una analoga previsione effettuata in pieno inverno, magari in un frangente caratterizzato da perturbazioni che si susseguono a ritmo incalzante accompagnate da profondi vortici depressionari che si formano in posizione differente ed in repentina sequenza.
Ed allora cosa si fa, in inverno non si analizzano le carte oltre le 72 ore? Non di certo. E’ necessario per mille motivi poter conoscere cosa avviene tra qualche giorno…
La Meteorologia non è una Scienza esatta.
Se ci pensiamo bene, il fascino della Meteorologia sta proprio in questo.