La scoperta dei sette pianeti intorno alla stella Trappist-1 ha un grande interesse scientifico perche’ conferma ancora una volta che la presenza di sistemi planetari intorno alle stelle e’ la regola e non un’eccezione: dunque le condizioni per lo sviluppo della vita nell’universo potrebbero essere molto meno rare di quanto ipotizzato finora. Ne e’ convinto Piero Benvenuti, astronomo all’Universita’ di Padova e segretario generale dell’Unione Astronomica Internazionale (Iau). ”La scoperta dei pianeti di Trappist-1, annunciata dalla Nasa ma frutto di un’ampia collaborazione tra gruppi di ricerca sparsi in tutto il mondo, e’ sicuramente molto interessante”, dice Benvenuti all’ANSA. ”E’ una di quelle notizie che catturano l’immaginazione del pubblico, perche’ fa capire come le condizioni per lo sviluppo della vita non siano poi cosi’ rare come pensavamo”. Dal punto di vista scientifico, il dato di maggiore interesse e’ ”la conferma che intorno ad ogni stella c’e’ un sistema planetario: non si tratta di un’eccezione, bensi’ della regola. Questi pianeti – precisa Benvenuti – sono i sottoprodotti della formazione della stella stessa. Ogni volta che nasce una stella, si forma anche un sistema planetario, che evolve nel tempo e alla fine da’ origine a quello che noi conosciamo come sistema solare. Trappist-1, dunque, non fa che confermare un dato ormai consolidato, e cioe’ che la presenza di sistemi planetari extrasolari e’ la regola’‘.
