Una scossa di terremoto ha colpito Zafferana Etnea pochi minuti fa, esattamente alle 08:51 di stamattina. La scossa è stata di magnitudo 2.7 ma si è prodotta ad appena 1.4km di profondità, quindi è stata fortemente avvertita in superficie con un risentimento sismico compreso tra il 4° e il 5° grado della scala Mercalli. Infatti quando le scosse di terremoto si verificano con un ipocentro così superficiali, le onde sismiche si propagano molto più rapidamente dal sottosuolo alla superficie: paradossalmente sarebbe meno grave un terremoto di magnitudo 6 a 300 chilometri di profondità, rispetto a una scossa come quella di pochi minuti fa a Zafferana Etnea. La scossa è stata avvertita anche ad Acireale, Giarre, Riposto, Aci Sant’Antonio, Pedara e in molte altre località del versante orientale dell’Etna e dell’hinterland nord catanese.
Già ieri alle 04:38 della notte di Domenica 19 Febbraio si era verificata un’altra scossa analoga, ma più lieve e più profonda: era stata di magnitudo 2.6 a 2.4km di profondità. E anche in quel caso aveva destato nel sonno centinaia di persone, soprattutto a Zafferana, nella zona dell’epicentro. L’INGV ha classificato quella scossa con un risentimento sismico del 4° grado della scala Mercalli. Quella di poco fa è stata avvertita in modo ancor più significativo rispetto a quella di ieri. Tantissime le segnalazioni dei residenti, ma per fortuna non ci sono danni.
La scala Mercalli misura l’entità di un terremoto in modo molto diverso rispetto alla scala Richter. La scala Richter, infatti, certifica l’intensità del sisma in base alla magnitudo. La scala Mercalli, invece, misura gli effetti del terremoto in ogni località. Ad esempio, il terremoto di magnitudo 6.5 che il 30 ottobre ha colpito il Centro Italia ha avuto un risentimento sismico superiore al 7° grado Mercalli nelle zone più vicine all’epicentro tra Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, ma del 5° grado Mercalli a Perugia, del 4° grado Mercalli a Roma, del 3° grado Mercalli a Bari e Bologna.
