Migliaia di ricercatori provenienti da tutto il mondo potrebbero boicottare i prossimi convegni scientifici negli Stati Uniti. Il gesto sarebbe un segno di protesta contro il bando anti-immigrazione voluto dal presidente Donald Trump: questa forma di lotta, proposta da un comitato organizzativo dell’Unione Astronomica Internazionale (Iau), e’ stata rilanciata da una petizione online che in poche ore ha raccolto piu’ di 6.000 adesioni (una quarantina quelle dall’Italia), ma ha anche sollevato qualche perplessita’ in una parte della stessa comunita’ scientifica, che si domanda se in questo modo non si finisca poi per penalizzare anche i ricercatori statunitensi. Nonostante qualche dubbio sulle modalita’ della protesta, il mondo accademico e scientifico si mostra compatto nell’osteggiare l’ordine esecutivo di Trump, che nella petizione online viene accusato di “istituzionalizzare il razzismo e incoraggiare un clima in cui le persone etichettate come musulmane siano esposte ad una escalation di disprezzo e violenza“.
L’Unione Astronomica Internazionale nei giorni scorsi aveva espresso preoccupazione per “l’impatto che questo ordine esecutivo e le reazioni degli altri Paesi potranno avere sulle collaborazioni internazionali in astronomia e sulla mobilita’ degli scienziati“. Questa presa di posizione, pero’, non e’ sembrata abbastanza forte ai sette membri del comitato organizzativo della Commissione per le stelle massive G2 della Iau, “che in un minuto hanno concordato di optare per il boicottaggio“, come racconta il vicepresidente del comitato Jorick Vink, che aggiunge su Facebook: “Chiediamo a tutti di sostenere il principio” dell’universalita’ della scienza e “di considerare azioni appropriate“. L’appello e’ stato subito accolto dagli astronomi riuniti nell’iniziativa ‘Science Undivided‘, che in una seconda petizione online chiedono a Trump di cancellare il provvedimento e affermano: “Come scienziati ci rifiutiamo di essere divisi“.
