L’altezza della falda acquifera nella zona di Avezzano, in provincia de L’Aquila, è ben 36 metri al di sotto della media stagionale, creando gravi preoccupazioni per il futuro dell’approvvigionamento idrico soprattutto in agricoltura: lo rende noto l’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI) sulla base dei dati forniti dal locale Consorzio di bonifica Ovest impossibilitato, allo stato attuale, di prevedere il consueto apporto di 10 milioni di metri cubi d’acqua alle pregiate coltivazioni della piana del Fucino, con prevedibili riflessi sulle produzioni del territorio.

“Quella dell’agricoltura abruzzese – commenta Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – è una situazione drammatica, peggiorata da condizioni climatiche che, dopo aver colpito duramente le popolazioni terremotate, non stanno arrecando il necessario apporto idrico all’agricoltura. Un segnale di ripresa potrà comunque venire dal Piano Irriguo Nazionale, di cui si è appena aperto il nuovo bando, che si chiuderà entro fine giugno. I Consorzi di bonifica abruzzesi hanno pronti 20 progetti definitivi ed esecutivi per oltre 122 milioni di euro. A loro, come a tutte le popolazioni terremotate va la vicinanza di chi, emiliano come me, conosce e sta continuando a vivere le difficoltà del post sisma.”