Clima: in Puglia dal 2012 ad oggi piogge sono diminuite del 26%

Dal 2012 ad oggi la Puglia registra una diminuzione delle piogge del 26%. Eccezion fatta per il mese di gennaio 2017, quando la regione e’ stata martoriata da nevicate e gelate, rispetto a 5 anni fa si e’ passati dai 197,5 millimetri del 2012 ai 146,7 del 2017, secondo uno studio di Coldiretti Puglia sull’andamento climatico e sui dati pluviometrici dei primi 3 mesi dell’anno. “Drammatici gli effetti sui campi della tropicalizzazione del clima – commenta Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Puglia – che azzerano in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e al contempo subiscono l’aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante. Gli imprenditori si trovano ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore si alternano eccezionali ondate di maltempo a caldo fuori stagione. E’ stato potenziato il servizio di assistenza tecnica alle aziende per la difesa delle colture dalle avversita’ meteoriche e dai parassiti e per il supporto alle scelte operative aziendali. In questo contesto – secondo Cantele – e’ fondamentale riconoscere agli imprenditori agricoli un ruolo incisivo nella gestione del territorio, dell’ambiente e delle aree rurali. Di fronte al ripetersi di queste situazioni imprevedibili diventa sempre piu’ strategico il ricorso all’assicurazione, quale strumento per la migliore gestione del rischio”.

La Puglia convive da sempre con un vero e proprio paradosso idrico. Da un lato e’ dilaniata da annosi fenomeni di siccita’, dall’altro e’ colpita da alluvioni e piogge torrenziali, con l’aggravante che l’acqua non viene riutilizzata a fini irrigui, a causa della carenza o mancanza di infrastrutture ad hoc. “D’altro canto il Clima impazzito, ormai una costante in Puglia, determina la maturazione precoce dei prodotti agricoli – aggiunge il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – come mandorli e peschi in fiore a febbraio, mimose gia’ pronte a dicembre e a gennaio, maturazione contemporanea degli ortaggi in autunno. Il caldo anomalo e le precipitazioni violente rischiano ormai ogni anno di incrinare l’andamento del settore agricolo pugliese. L’andamento climatico impazzito, poi, si abbatte su un territorio fragile, dove 232 comuni su 258 (78%) e’ a rischio idrogeologico con diversa pericolosita’ idraulica o geomorfologica. Sono 8.098 i cittadini pugliesi esposti a frane e 119.034 quelli esposti ad alluvioni.”. Servono – conclude la Coldiretti – interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, campagne di informazione ed educazione sull’uso corretto dell’acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico.