Il piano di eradicazione dell’epatite C “riguarda tutti i pazienti. Lo ha voluto il ministro Lorenzin, che col Governo ha messo in bilancio 500 milioni di euro l’anno per tre anni. Questo ci consente di trattare 80 mila pazienti l’anno”. Nel triennio 240 mila, grazie a uno stanziamento complessivo di 1,5 miliardi. Lo ha spiegato il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Mario Melazzini, intervendo a ‘Unomattina’. “I costi inferiori per il farmaco sono determinati dalla concorrenza. Ci sono più molecole, più industrie a produrle”, ha sottolineato il Dg dell’ente regolatorio nazionale. “Oggi – ha aggiunto – negoziamo ponendo alle aziende alcune condizioni precise: prezzo etico, responsabilità sociale. Noi rispondiamo alla legge e la legge ci dice che dobbiamo fornire i farmaci essenziali a tutti. Le aziende, in casi come l’epatite C, che in Italia riguarda centinaia di migliaia di persone, devono rendersi conto che trattano insieme a noi la soluzione di un problema di Salute pubblica”. Gli 11 criteri di inclusione pubblicati sul sito Aifa, ha ricordato Melazzini, “sono stati costruiti insieme alle società scientifiche e confrontati con le associazioni dei pazienti. Trattiamo tutti – ha ribadito – Non ci sono più i criteri di rimborsabilità, oggi siamo chiamati a prendere in carico tutti coloro che hanno bisogno”. Per il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco, questa costituisce “una risposta anche ai viaggi all’estero. Il cittadino adesso sa con certezza che, secondo le indicazioni dello specialista curante, riceverà il trattamento. E’ molto importante. Sapere di essere preso in carico per il paziente è fondamentale”. “La sfida futura – ha evidenziato Melazzini – è non arrivare impreparati all’ingresso sul mercato dei potenziali nuovi farmaci, efficaci e fondamentali per curare i nostri pazienti. Dobbiamo trovare il metodo per fornirli a tutti coloro che ne hanno bisogno. E’ la sfida della sostenibilità. Che senso avrebbe avere a disposizione un farmaco se non possiamo fornirlo ai cittadini? Questa è la partita che siamo chiamati a giocare. E dobbiamo farlo tutti insieme: politica, scienza, industria. Siamo tutti chiamati in gara dal senso di responsabilità”.
