“Noi abbiamo già impostato le linee guida, le abbiamo concordate con la sovraintendenza. Come Regione Liguria ci siamo sentiti in dovere di non attendere, attendiamo la firma e tutti gli step amministrativi che devono essere fatti però abbiamo già iniziato con i nostri uffici, urbanistici e del paesaggio, a lavorare sul piano e abbiamo già analizzato un po’ più di 50 dei 300 vincoli urbanistici che abbiamo da analizzare”. Così Marco Scajola, assessore regionale all’Urbanistica e alla Pianificazione Territoriale, spiega all’Adnkronos obiettivi e stato dell’arte del piano regionale sul paesaggio in Liguria, un lavoro, auspica l’assessore, che dovrebbe concludersi per il 2019 Il provvedimento contiene e definisce le politiche e le strategie per la tutela e l’uso del territorio ligure, individuando aree vincolate e di intervento. “La Regione – spiega Scajola – ha fatto sicuramente in questo anno e mezzo un grande lavoro. Il piano del paesaggio deve essere fatto da Regione Liguria in collaborazione con la Sovraintendenza, in un lavoro di squadra sinergico”. La Liguria non disponeva di un piano paesaggistico e sta lavorando da tempo per raggiungere l’obiettivo previsto che consentirà di arrivare ad una maggiore semplificazione per le amministrazioni locali e per i cittadini con un documento contenente regole precise a cui fare riferimento per gli interventi sul territorio e che riguardano aspetti di tutela culturali, ambientali, agricoli, sociali ed economici. “Ci siamo portati avanti con il lavoro – aggiunge l’assessore – così quando inizierà il tavolo tecnico con la sovrintendenza noi gli sottoporremo il lavoro che abbiamo incominciato a fare per concordarlo con loro”. Tecnicamente il piano riguarda vincoli paesaggistici e una mappatura delle aree sulle quali sono permessi determinati tipi di interventi. “Vuol dire – sottolinea il titolare regionale dell’Urbanistica – prendere in esame tutti i vincoli che ci sono sul territorio ligure, che sono circa 300 e che riguardano il 95% del territorio regionale. Significa, uno per uno, vederli insieme e analizzarli, da un punto di vista ovviamente tecnico e valutare se tenerli secondo l’impostazione prevista, se modificarli e, se sì, come”. Il percorso verso il piano regionale per il paesaggio è iniziato lo scorso anno ed è in dirittura d’arrivo. “Abbiamo fatto una delibera di giunta risalente all’estate scorsa – spiega ancora Scajola – dove abbiamo trovato questo accordo in sinergia con la Sovrintendenza. Lo abbiamo inviato a Roma, per competenza, ai due ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali. E i due ministeri hanno dato parere favorevole all’accordo”. “Adesso stiamo aspettando che il ministero dei Beni Culturali – prosegue l’assessore – che è rimasto l’unico competente, ci chiami per sottoscrivere l’accordo definitivo che darebbe il via ad un tavolo tecnico coordinato dalla Regione Liguria al quale parteciperebbe sempre la Sovrintendenza per lavorare alla stesura del piano paesaggistico”. Il nuovo documento supera il piano paesistico regionale, risalente al 1991. “Noi abbiamo molta fretta – ribadisce Scajola – vogliamo veramente che si arrivi ad avere il piano paesaggistico anche perché in questo momento un cittadino, un comune, chiunque fa un progetto, deve seguire vari iter istituzionali, che passano da Comune a Regione e Sovrintendenza, e basta che uno di questi enti dia un parere diverso e il progetto rischia di avere ritardi enormi, essere ridiscusso, con perdite in termini di tempo e costi”. “Puntiamo – conclude l’assessore ligure all’Urbanistica – a terminare questo lavoro per il 2019. Quindi, come Regione noi siamo in linea, abbiamo fatto quello che dovevamo fare e stiamo attendendo. Dovrebbe essere questione davvero di brevissimo tempo e poi sottoscriveremo l’accordo finale con il ministero dei Beni Culturali e con il sottosegretario Borletti Buitoni, insieme al presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti”.
Liguria: l’iter del piano paesaggio concluso entro il 2019
