Nelle onde ‘autostoppiste‘ il segreto per trasformare la fantascienza in realtà, con volantini pubblicitari parlanti, magliette interattive oppure cartelli stradali che dialogano con i pedoni. A renderlo possibile potrebbe essere un dispositivo messo a punto dai ricercatori dell’universita’ di Washington capace di far dialogare gli oggetti sfruttando le onde elettromagnetiche che si trovano nell’ambiente, come quelle prodotte dai ripetitori delle radio, e aggirare cosi’ il problema della durata delle batterie che costituisce uno dei maggiori ostacoli per lo sviluppo dell’internet delle cose. Il dispositivo sara’ presentato al pubblico del convegno internazionale Usenix che si svolgera’ a fine marzo a Boston ma il sito dell’universita’ ha gia’ pubblicato alcune prime informazioni. Uno dei maggiori ostacoli alla reale diffusione di oggetti connessi, ad esempio capi di abbigliamento ‘smart’, e’ quello di avere batterie leggere e durature per alimentare i dispositivi elettronici, in particolare i sistemi di connessione.
“Quando sono in funzione – ha spiegato Vikram Iyer, uno degli autori – tecnologie come il Wi-Fi, Bluetooth e radio convenzionali durano al massimo mezza giornata con le batterie a bottone. Per questo abbiamo sviluppato un nuovo metodo per le comunicazioni che invia le informazioni riflettendo i segnali radio FM che sono gia’ nell’ambiente, con consumi vicini allo zero”. La tecnica e’ stata ribattezzata come backscatter e garantisce un’autonomia alle pile a bottone di almeno 2 anni. Primi test sono stati fatti realizzando un poster pubblicitario capace di inviare un brano musicale a smartphone e tradizionali autoradio e una maglietta che invia dati. “I segnali radio FM sono praticamente ovunque – ha spiegato Anran Wang, co-autore dello studio – ad esempio puoi sentire musica o notizie in macchina ed e’ uno dei metodi piu’ comuni per trasmettere informazioni. Quello che abbiamo fatto e’ stato semplicemente trasformare degli oggetti che usiamo quotidianamente in mini stazioni radio FM a consumi zero”.
