“Non so cosa e’ successo, non ricordo, ho battuto la testa…so solo che ero in alto, in un secondo mi sono ritrovato a terra. Il ponte a’ venuto giu’ all’improvviso“. E’ quanto riferito da uno degli operai della Delabech, rimasto ferito nel crollo del ponte sull’A14, insieme a due colleghi: uno ricoverato con lui al pronto Soccorso dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona, l’altro ferito in modo lieve all’ospedale di Osimo, da dove e’ stato gia’ dimesso. L’uomo, di nazionalita’ romena, ha riportato un trauma cranico e una contusione alla spalla sinistra con una prognosi di dieci giorni. Viene dimesso in giornata: “ho un forte dolore qui – dice indicando la parte sinistra del corpo -, non riesco a dormire, a volte neanche a respirare“. “Non so, non ricordo” dice in merito all’accudato, “e’ venuto giu’ all’improvviso“. Dice di non ricordare quanti operai fossero al lavoro, “forse tre della Delabech”.
“Hanno raccontato di essere caduti da un’altezza di sei-sette metri” dice il primario del Pronto Soccorso Aldo Salvi. Stato di choc e trauma, ma anche la riservatezza imposta dall’inchiesta in corso aperta dalla Procura di Ancona che procede per omicidio colposo plurimo. I due addetti sono gia’ stati sentiti dagli agenti di polizia in servizio presso il pronto soccorso e oggi anche dalla polizia stradale. Arriva anche un altro operaio, anche lui romeno, con la tuta arancione della Delabech: lui pero’ non stava lavorando con loro – dice – e sa solo quello che hanno detto alla polizia: “stavano mettendo a posto le attrezzature perche’ il lavoro era finito. Sono caduti da un ponteggio“.
