Un team di ricercatori cinesi ha corretto mutazioni genetiche in almeno alcune delle cellule di tre embrioni umani, utilizzando l’editing genetico. Il tutto in uno studio che per primo descrive i risultati dell’utilizzo del ‘taglia e incolla’ genetico Crispr in embrioni umani vitali, come si legge su ‘New Scientist’. Se la ricerca – che ha tentato di riparare il Dna in sei embrioni – è molto piccola, i risultati suggeriscono che la tecnica Crispr funziona molto meglio negli embrioni normali di quanto non abbia fatto in precedenti test su embrioni anomali, che non potevano svilupparsi e dar vita a un bambino. “E’ incoraggiante”, commenta Robin Lovell-Badge del Francis Crick Institute di Londra, che ha condotto molti studi sull’editing genetico. Ma i numeri di questo lavoro, ammonisce, sono troppo ridotti per conclusioni certe. Lo studio cinese è stato firmato dai ricercatori del Third Affiliated Hospital della Guangzhou Medical University, che avevano già condotto esperimenti con embrioni anomali, con un tasso di riparazione molto basso. I ricercatori hanno avuto più successo quando hanno provato a riparare mutazioni in embrioni normali, derivati da ovuli immaturi donati da donne sottoposte a fecondazione in vitro. In particolare, il team di Jianquiao Liu ha portato a maturazione gli ovuli fertilizzandoli con il seme di due uomini con una malattia ereditaria, poi gli studiosi hanno usato le forbici genetiche per ‘eliminare’ una mutazione in un gene che è una comune causa di favismo. In due embrioni la mutazione è stata corretta, anche se in un caso non in tutte le cellule. Il secondo donatore era portatore di una mutazione che causa la beta-talassemia. Quattro embrioni erano portatori della mutazione. Ebbene, con Crispr la mutazione è stata corretta in tutte le cellule solo in un embrione. La tecnica, secondo i ricercatori, si è dimostrata promettente e apre a nuove speranze per ‘battere’ le patologie ereditarie.
