Sviluppare un microscopio ottico del tutto nuovo e super piccolo, in grado di osservare l’interno delle cellule viventi in tempo reale. L’Università degli Studi di Roma Tor Vergata è partner in un nuovo progetto di ricerca europeo battezzato ‘ChipScope’, che ha l’obiettivo di realizzare il super-microscopio. Un consorzio di 7 partner provenienti da 5 Paesi affronterà questa sfida, nel corso di un programma di ricerca di 4 anni. In futuro, il microscopio miniaturizzato potrebbe essere integrato in prodotti di elettronica di consumo, diventando così comune quanto oggi una macchina fotografica in uno smartphone. Per dimostrare l’utilità di questo nuovo strumento scientifico, il microscopio – delle dimensioni di un circuito integrato – sarà utilizzato per osservare in tempo reale l’interno delle cellule presenti nella fibrosi polmonare idiopatica (Ipf), una malattia polmonare cronica correlata all’età che uccide mezzo milione di persone ogni anno in tutto il mondo. I nuovi microscopi “saranno economici e disponibili dappertutto, e ci si aspetta che portino a scoperte fondamentali praticamente in ogni campo della ricerca che oggi fa uso di microscopi ottici, in particolare nel campo medico“, spiegano dall’ateneo romano. Realizzare le immagini microscopiche sarà facile e accessibile per i ricercatori che operano nel campo lontano da infrastrutture scientifiche e accessibili anche ai ricercatori dei Paesi in via di sviluppo. Oggi i microscopi ottici hanno una risoluzione limitata da leggi fisiche relative alla lunghezza d’onda della luce, circa mezzo millesimo di millimetro. Singole proteine, molecole di Dna o l’interno delle cellule viventi sono molto più piccoli e non possono essere direttamente osservati con microscopi ottici convenzionali. L’obiettivo del progetto ChipScope è quello di sviluppare un nuovo tipo di microscopio ottico che permetta di vedere l’infinitamente piccolo. Durante il progetto, Led di 50 nanometri (1.000 volte inferiori al diametro di un capello) saranno sviluppati e utilizzati come sorgenti di luce per il nuovo microscopio che sarà integrato in un chip. La differenza fondamentale con il microscopio ottico convenzionale “sarà l’illuminazione, costituita da piccolissime sorgenti di luce singole, invece che un campo di illuminazione ampio e piccoli rilevatori nella fotocamera. Questo consente una microscopia ottica a super-risoluzione (<50nm), che potrebbe essere utilizzata per studiare strutture estremamente piccole come virus, Dna o cellule viventi, in tempo reale“, concludono i ricercatori.
Ricerca, Tor Vergata: un mini-microscopio per osservare le cellule viventi
