Russia, aereo caduto nel Mar nero: il pilota “seguì il suo istinto”

Il pilota si sarebbe fidato del suo istinto, senza guardare il radar e provocando lo schianto. Torna l’ipotesi di un errore del pilota, ma resta il mistero sul Tupolev Tu154 russo, finito nel Mar Nero nella notte tra il 24 e il 25 dicembre con a bordo il Coro dell’Armata rossa, il loro direttore artistico Valerij Khalilov, nove giornalisti e la filantropa dottor Liza. Secondo il quotidiano Kommersant, in base a quanto emerso dall’analisi delle scatole nere e in particolare dalla riparazione di una di esse, il registratore parametrico, è che il pilota avrebbe condotto il velivolo proprio verso la superficie dell’acqua, dove poi l’aereo si è disintegrato. Secondo gli esperti, “la causa della tragedia potrebbe essere un disorientamento del pilota nello spazio di manovra. Salendo al buio sul mare (il volo partiva da Sochi nella notte, diretto in Siria), il pilota non ha controllato la posizione visiva sulla macchina ed era privo di qualsiasi punto di orientamento davanti e anche all’orizzonte. Il disorientamento dell’equipaggio poteva anche essere dovuto alle stelle che erano allo stesso tempo sia nella parte superiore, sia in quella inferiore, sotto forma di riflessi sulla superficie dell’acqua“.

In questo ambiente il pilota, secondo gli esperti, si sarebbe basato sulla sua esperienza e su sensazioni fisiche. L’aereo quindi non sarebbe caduto, ma si è schiantato in acqua in “un volo controllato“, sotto la guida del comandante dell’equipaggio Roman Volkov. La ragione di questo strano comportamento del pilota è ora al vaglio: il Ministero della Difesa studia le cartelle cliniche del pilota e i test psicologici da lui affrontati, intervista gli istruttori del pilota, così come cerca di capire se il resto dell’equipaggio prima del volo avesse avuto tempi di riposo corretti. In passato il ministero aveva respinto categoricamente l’ipotesi di un errore umano, trapelata sul sito Life News. Si noti che la versione dell’errore dell’equipaggio è diventata dominante nel dicembre scorso, dopo le testimonianze di alcuni testimoni la notte dello schianto: il Tu-154 in rotta verso la Siria non è caduto, ma si tuffò dopo il decollo, per così dire, sulla superficie del mare, avevano spiegato. Questa manovra si è rivelata fatale per l’aeromobile con 92 persone a bordo: la macchina, che andava a una velocità di oltre 600 kmh si è disintegrata, che affondarono immediatamente.