Lo storico israeliano Elliott Horowitz, studioso dell’ebraismo e autore della più vasta ricerca sulla violenza ebraica, è morto improvvisamente all’età di 64 anni per un attacco cardiaco a Tel Aviv. Era professore di storia ebraica alla Ben Gurion University di Beer Sheva e alla Bar Ilan Universities di Ramat Gan, un sobborgo di Tel Aviv. Dopo le lauree in storia moderna a Princeton e Yale, negli Usa, il professor Horowitz si era trasferito in Israele nel 1982, iniziando la carriera accademica nel campo degli studi ebraici, con specializzazione tra il Medioevo e la tarda età rinascimentale in Europa. Era noto per il libro “Reckless rites: Purim and the legacy of jewish violence” (Princeton University Press, 2006), un controverso saggio che ha indagato le radici della violenza presenti nel mondo ebraico, con le pratiche anti-cristiane che sono entrate a far parte nel corso dei secoli della festa ebraica di Purim. Contributi di Elliott Horowitz sono apparsi su temi specifici in volumi collettanei, come “Storia dei giovani. Dall’Antichità all’Età moderna” (Laterza, 2000) e “La cultura ebraica a Bologna tra Medioevo e Rinascimento” (La Giuntina, 2002), dove ha descritto compiutamente la vita interna della Confraternita dei Nizharim, i Solerti. Era uno dei direttori della “Jewish Quarterly Review”.
Storia: addio a Elliott Horowitz, studioso dell’ebraismo
