In Sudafrica, nell’incantevole Giardino Botanico Nazionale di Kirstenbosch [GALLERY]

Siamo in Sudafrica, patria dell’indimenticabile Madiba, nomignolo col quale Nelson Mandela veniva chiamato all’interno del clan dell’etnia Xhosa. Proprio qui, a pochi chilometri da Cape Town, si trova il Giardino Botanico Nazionale di Kirstenbosch, considerato tra i più belli e suggestivi al mondo. Esteso sulla Table Mountain, affacciato su False Bay e sui Cape Flats, questo grandioso giardino botanico ha una storia davvero interessante, che inizia con Harold Henry Pearson, un botanico dell’Università di Cambridge, insediatosi come professore nella nuova Cattedra Botanica a Cape Town nel 1903, presso il South African College.

KIRSTDopo aver visitato la zona per la valutare l’idoneità del sito alla trasformazione in giardino, il 1 luglio 1913 l’area venne adibita a questo scopo dal governo della colonia. La zona, popolata da cinghiali e invasa dalle erbacce, ripulita e piantumata, recuperando le finanze attraverso la vendita di legna da ardere e ghiande, venne trasformata in questa autentica meraviglia ammirata ogni anno da milioni di visitatori e nota in tutto il mondo. Pearson morì di polmonite nel 1926, sepolto nel suo amato giardino e, ancora oggi, il suo epitaffio recita: “Se cercate un monumento, guardatevi attorno”. Kirstenbosch, attraversato e venato da numerosi sentieri polidirezionali, interamente immersi nella verdeggiante vegetazione, occupa 36 ettari e contiene circa 9000 delle 22.000 specie vegetali presenti nell’Africa meridionale.

Esso è quindi un prezioso scrigno botanico e naturalistico, Patrimonio dell’Umanità, che colpisce per l’eterogeneità di forme, colori e profumi, tra palme rarissime, millenari cycas, alberi tropicali da cui pendono liane, praterie dalle fioriture margheritiformi, un’area dedicata alla protea, fiore nazionale e molto altro, il tutto in una straordinaria cornice basata sul contrasto tra la Table Mountain e la sua cima piatta, ed il mare tempestoso. Una curiosità: il giardino è improntato, oltre c che sulla preservazione e conservazione ambientale; sul risparmio idrico, impiegando piante a bassa necessità di irrigazione.