Terremoto, il Sindaco di San Benedetto del Tronto: “riconoscere anche il danno indiretto”

Riconoscere il danno indiretto provocato dal Terremoto anche alle attivita’ economiche e per l’indotto delle citta’ che hanno accolto gli sfollati. Lo chiede il sindaco di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) Pasqualino Piunti. “Sono andato a Roma – racconta all’ANSA – per sollecitare un emendamento in questo senso”. San Benedetto e’ stata la prima citta’ della costa ad accogliere gli sfollati del sisma, dopo le prime scosse di agosto, e ora si trova con circa 2.000 ‘residenti’ in piu’ (tra hotel, strutture ricettive e Cas), su una popolazione di circa 48 mila abitanti. A San Benedetto si e’ stabilita tra l’altro quasi tutta la popolazione di Accumoli (Rieti), con alcuni uffici per il Comune messi a disposizione dall’amministrazione comunale sanbenedettese. Ci sono anche molti abitanti di Arquata del Tronto, con tanto di scuola per i bambini: loro invece sono arrivati dopo il sisma di fine ottobre. Delle citta’ dentro la citta’, “che siamo lieti di accogliere” sottolinea il sindaco Piunti, ma che hanno messo in crisi il sistema dei servizi: “ad esempio il pronto soccorso dell’ospedale di San Benedetto del Tronto – spiega – che ha piu’ accessi anche di quello dell’ospedale regionale di Torrette ad Ancona”. Per le strutture ricettive invece c’e’ il problema di gestire gli sfollati in vista della stagione estiva. Piunti ha chiesto che vengano predisposti dei piani di rientro collegati all’installazione delle casette (Sae). Finora lo ha presentato solo il sindaco di Accumoli Stefano Petrucci. Ma le date previste – indicativamente tra il 31 marzo e il 30 giugno – difficilmente saranno rispettate. “Qui ci sono famiglie con i bambini che debbono aspettare la fine della scuola – dice ancora Piunti -. E qualcuno dice che anche dove ci sono le Sae, non si sono io negozi, i servizi…”. San Benedetto del Tronto, capitale della Riviera delle Palme, attende l’arrivo della stagione estiva. “Crollo delle prenotazioni? – conclude Piunti -. Non so, non credo, gli operatori non sembrano preoccupati. Qui abbiamo un’ottantina di hotel, quelli impegnati per gli sfollati sono sei-sette”.