“Gli sforzi li stiamo concentrando a Norcia, Cascia e Preci e in parte nello spoletino che ha visto coinvolta una frazione in particolare. E’ questa la fase piu’ difficile e complessa; stiamo portando avanti i provvedimenti per risolvere l’emergenza: le casette sono vere e proprie case, molto diverse da quelle del ’97”. Lo ha detto la presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini, aprendo i lavori del forum all’ANSA. Novecento casette e’ il fabbisogno stimato nella regione Umbria per i tre terremoti che hanno colpito l’Italia centrale, concentrati a Norcia, Cascia e Preci. Tra giugno e luglio “completeremo gran parte degli interventi previsti“, ha assicurato Marini. “Abbiamo iniziato a fornire a febbraio il primo gruppo di case, a marzo concluderemo tutto il fabbisogno delle casette richieste dopo il sisma del 24 agosto“, complessivamente entro marzo saranno quindi un centinaio le casette fornite. La presidente ha ringraziato ANSA per il lavoro fatto di informazione sul territorio in tutti questi mesi nell’Italia centrale, “con una informazione corretta, attenta e puntuale anche nelle ore piu’ immediate dell’emergenza, ve ne sono molto grata“.
“In emergenza le regole devono essere sempre le procedure ordinarie? Se c’e’ un insegnamento che questa esperienza di sisma ci dice, e’ che bisogna dare in fretta le risposte. Nel caso dell’emergenza servono procedure diverse: per esempio per lo stoccaggio delle macerie, le opere di urbanizzazione delle casette, la presa in possesso delle aree private“, ha precisato Marini. “Rischiamo di non colpire quelli che sono gli infedeli delle PA per non dire i corrotti e bloccare la gente perbene che lavora nella PA: dobbiamo aiutare chi e’ bravo e capace a farlo rapidamente. Siamo comunque riusciti, con la normativa vigente, a mettere in campo interventi importanti“.
