Un ‘avatar’ virtuale ricostruito al pc, per ‘guidare’ la mano del chirurgo impegnato in un intervento mini-invasivo. Per la prima volta a Torino è stata sperimentata con successo la navigazione intraoperatoria in chirurgia maxillo facciale. All’ospedale Molinette della Città della Salute la metodica diventa standard di cura dopo i risultati di uno studio durato due anni. E’ stato infatti appena pubblicato su ‘Plastic and Reconstructive Surgery’ il primo studio mondiale che ha dimostrato l’efficacia e la superiorità della navigazione intraoperatoria per il trattamento delle fratture orbitarie complesse rispetto alle metodiche tradizionali. Lo studio è stato effettuato presso la Chirurgia maxillo facciale universitaria delle Molinette, diretta da Guglielmo Ramieri. Il trattamento delle fratture orbitarie complesse rappresenta una sfida per il chirurgo maxillofacciale, a causa della delicatissima regione anatomica, della forma complessa da ricostruire e degli accessi chirurgici mininvasivi che permettono una limitata visualizzazione del campo operatorio. La navigazione intraoperatoria con accessi mininvasivi consente al chirurgo di pianificare e simulare l’intervento in alcune sue parti e di visualizzare su uno schermo del computer – durante l’intervento – la posizione di specifici strumenti chirurgici rispetto all’anatomia del paziente in tempo reale, aumentando così efficacia e sicurezza dell’intervento. Per la prima volta in questo campo i risultati degli interventi eseguiti con tale tecnologia sono stati paragonati a quelli ottenuti con una metodica tradizionale. Questa tecnologia permette inoltre una programmazione e simulazione preoperatoria tridimensionale (la creazione di un modello virtuale che corrisponda al risultato desiderato, per migliorare la predicibilità dell’intervento), mediante l’acquisizione e la manipolazione delle immagini (Tc, Rm, Pet). L’utilizzo della navigazione riveste inoltre un ruolo didattico per i giovani chirurghi. I pazienti arruolati nel gruppo di studio sono stati operati con l’ausilio della piattaforma di navigazione che ha permesso di creare una simulazione e una ‘guida virtuale’ del segmento anatomico da ricostruire. In sala operatoria la navigazione è stata utilizzata per consentire al chirurgo di visualizzare in tempo reale la posizione di strumenti calibrati rispetto all’anatomia del paziente su uno schermo del computer, oltre che per seguire punto per punto la guida virtuale precedentemente elaborata al fine di ottimizzare la ricostruzione. I risultati ottenuti hanno dimostrato la superiorità della metodica alla tecnica tradizionale, in termini di risultati clinici e di fedeltà della ricostruzione rispetto all’anatomia reale, grazie all’utilizzo in sala operatoria delle ‘guide virtuali’. I risultati ottenuti hanno consentito di introdurre la navigazione intraoperatoria per questo tipo di patologia come standard di cura presso la Città della Salute di Torino, modificando i precedenti protocolli terapeutici.
Medicina: una guida virtuale per la chirurgia maxillo facciale, prima mondiale a Torino
