Solo a Roma, circa 3.600 monumenti in pietra calcarea e 60 opere in bronzo sono a rischio di deterioramento e la perdita di materiale a causa dell’inquinamento dell’aria della Capitale è stimato tra 5,2 e 5,9 micron l’anno per il marmo e tra 0,30 e 0,35 micron l’anno per il bronzo, comunque al di sotto della soglia ritenuta accettabile (8,0 micron l’anno per la pietra calcarea e 0,6 micron per il bronzo). Lo rileva un recente studio condotto da Ispra in collaborazione con l’Istituto per la Conservazione e il Restauro dei Beni (Iscr) a cui fa eco un recente studio eseguito su cinque monumenti inclusi nella World Heritage List dell’Unesco, situati in diverse città europee, e che ha evidenziato una diminuzione complessiva del deterioramento, pari al 50% negli ultimi 30 anni, a seguito del miglioramento della qualità dell’aria. L’impatto degli inquinanti atmosferici sui monumenti di valore storico-artistico è uno dei temi al centro della due giorni che si apre oggi a Roma, dedicata alla XXVIII riunione plenaria dell’Epa (Environment Protection Agencies) Network, rete europea che riunisce i direttori delle agenzie nazionali per la protezione dell’ambiente e delle istituzioni pubbliche equivalenti.
