Alghero (punto di partenza della prima tappa del Giro d’Italia 2017) regala una preziosa peculiarità: l’oro rosso della Costiera del Coral. La tradizione della pesca del corallo (Corallium rubrum), come noto, ha dato impulso, sin dall’antichità, all’arte orafa, con numerosi laboratori artigianali che lavorato il pregiato oro della Riserva del corallo. Altre botteghe riguardano, invece, la cesteria, legata alla pesca e alle nasse. Ma il corallo non è l’unica fonte di ricchezza della città, dato che sagre, eventi e feste religiose sono davvero numerosi: a gennaio/febbraio si disputano gare di pesca subacquea e si tiene la Mostra filatelica e Numismatica che, per mezzo di cartoline e annulli postali, pubblicizza l’immagine catalana della città. Sempre in questo periodo, si tiene la Settimana Santa del Carnevale con sfilate di carri, bande musicali e gruppi folcloristici.

La cucina algherese si basa soprattutto su pesce e crostacei; in particolare sulla famosa aragosta algherese. Ed ancora, coppazza, spaghetti ai ricci di mare, paella algherese, arrosti di agnello, capretto e maialino da latte, pane in tante qualità , tra cui carasau, ravioli ripieni di ricotta e spinaci, carne, formaggio fresco con patate e menta (anzelottos, culurgiones o culingiones).Tra i dolci, gueffos, candelaus, melicheddas, fatti in pasta di mandorle e ricoperti di zucchero; amaretti, papassini, la seada, un grosso raviolo tondeggiante che racchiude del formaggio pecorino fresco e filante, aromatizzato con buccia d’arancia, fritto e condito al miele.
