Giro d’Italia 2017, Reggio Calabria: usi, proverbi e tradizioni enogastronomiche

Reggio Calabria è ricca di usi, costumi, proverbi e tradizioni enogastronomiche. Conosciuta in tutto il mondo è la ceramica di questa zona, che utilizza simbolismi e riti d’ispirazione magica. Di gran pregio la produzione di graffiti, maschere e pinakes. Famose sono, ad esempio, le terrecotte di Gerace e le giare di Roccella Ionica. Molto nota la tarantella reggina, detta Viddaneddha, un ballo di derivazione greca che comporta una serie di rituali e raffigurazinoi simboliche. I ballerini formano una “Rota”, ossia si dispongono in cerchio in attesa del proprio turno.

PINAKESTanti i proverbi. Tra i più noti, giusto per citarne alcuni: Pa saluti ci voli puru ‘u salatu. (Per una buona alimentazione sono necessari anche i salami e le altre cose che si fanno col maiale) ‘Cu non poti mangiari ‘carni si mbivi u brudu. (Chi non può mangiare la carne è costretto ad accontentarsi del brodo); Quandu u ciuccio ‘on mbola ma viva a voglia co frishi. (Quando l’asino non vuole bere è inutile insistere); I guai da pignàta i sapa a cucchijàra chi i manìja. (I guai della pignatta li conosce il cucchiaio che li mescola.); U mònacu chi fuja sapa i fatti soi. (Il monaco che corre sa i fatti suoi.); Quandu u diàvulu t’accarìzza vola l’anima. (Quando il diavolo t’accarezza vuole l’anima.); Occhiu ‘on vida cora ‘on dola. (Occhio non vede cuore non soffre.); ; Senza sordi ‘on si’nda dinnu missi. (Senza soldi non si dicono le messe).

Quandu u sceccu non boli i mbivi é inutile ca frischi (Quando uno non vuole fare una cosa è inutile insistere ); A gatta prescialora faci i gattuzzegli orbi (Le persone che fanno le cose in fretta commettono gravi errori ); Calabrisi e mulii mai suli (I calabresi e i muli hanno in comune la testardaggine ); Megghiu pani nìgru ca fami sicura. (Al niente è sempre preferibile il poco ed il mediocre); Megghiu pani e cipudda a’ casa tua ca pisci e carni a casa d’attri. (Meglio poco nella casa propria che molto a casa d’altri). Numerose e squisite le tradizioni enogastronomiche tra cui “u suffrittu”, frattaglie di vaccino in pezzetti; salsicce secche o soppressate, vasi delle conserve, maccaruni, pasta e cavolfiore, pasta e broccoli, pasta con zucchine fritte, aglio e mollica abbrustolita; brocculi ffucati, peperoni e pomodori ripieni, parmigiana di melanzane o zucchine, fave a maccu, uova chi curcuci, pescespada, pesce stocco, “ghiotta”, frittelle di nannata.Tra i dolci: nzudda, petrali, cuddhuraci, pignolata. Tra i vini: Pellaro, Sambatello, Montorico e Greco.